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venerdì 25 aprile 2014

Amici

Aprile, dolce aprile! Che mese speciale...

Ho sempre amato questo periodo dell'anno: il primo sole, i fiori, l'aria tersa, le pioggerelline leggere... Chi non ama la primavera? Questo mese però, quest'anno, si è rivelato particolarmente generoso.

Ogni fine settimana abbiamo ricevuto la visita di persone care, ogni fine settimana abbiamo esplorato questo paese che ci ospita, scoprendo le gioie semplici e naturali che ha da offrire.

Prima è stato il turno dei miei, con la loro macchina carica di cose buone e la loro energia. Siamo andati a Kinderdijk (vi ricordate il post precedente?) e al Keukenhof (post in arrivo!). Non avevo ancora finito di post-produrre le foto dei giorni trascorsi con loro, ed ecco che un nuovo weekend è arrivato, insieme a due dei nostri più cari amici che vivono a Londra. E non è finita, perché oggi rivedrò altri due dei miei migliori amicici!!!

Sono felicissima. Felice che la distanza non abbia intaccato il rapporto con le persone a cui voglio bene, e fortunata ad avere intorno persone così belle. Felice anche che questo paese abbia così tanto da offrire nel tempo libero - certo, non c'è il nostro mare, non c'è il nostro sole, non ci sono gli spaghetti allo scoglio, ma per quelli a cui piace stare all'aperto e godersi la natura, le opzioni sono tantissime.

La domenica di Pasqua, per esempio, abbiamo noleggiato una barchetta e vagato tutto il pomeriggio per i canali dentro e fuori Utrecht. Pare essere il passatempo preferito dagli olandesi quando c'è il sole: prendere la barca con gli amici e girovagare per i canali, birra in mano. Anche noi, da veri Dutch, ci siamo portati delle Heineken ghiacciate, ma abbiamo dato al tutto un tocco italiano con svariate fette di pecorino, prosciutto e salamino toscani (grazie mamma e babbo). Sabato invece siamo andati ad Amsterdam, una Amsterdam baciata dal sole, e abbiamo ammirato la gente estasiata che improvvisava picnic: i più organizzati a bordo -ovviamente - di una barca, i più rustici sull'argine del canale, i più bohémien sul marciapiede, i più pigri sui gradini della porta di casa. L'importante, come sempre qui in Olanda, è STARE FUORI e GODERSI IL SOLE.

Ecco qualche foto, sperando che vi metta il buon umore come a me.






















venerdì 21 marzo 2014

Ladri di biciclette

Come forse (non) sapete, meno di due settimane fa mi hanno rubato la bici. Sì esatto. La mia bici adorata di cui avevo parlato in questo post. Tra noi è durata solo 4 mesi.

Ne parlo adesso perché prima mi faceva troppo male. Ma ora ho trovato la forza di scriverne.

La bici era parcheggiata, come tutte le mattine, nel piano rialzato della rastrelliera a due livelli dietro la stazione di Utrecht (foto qui). L'ho lasciata lì alle 8.10 e alle 17.40 sono andata a riprenderla. Quindi me l'hanno rubata durante l'orario di lavoro. In pieno giorno. Nonostante i due lucchetti. A due metri dalla fermata dei taxi e dell'autobus. In mezzo a mille altre biciclette. Chapeaux.

Era, fra l'altro, un venerdì. Sono arrivata alla rastrelliera assieme ad alcuni colleghi che come me parcheggiano lì ogni giorno. Ci siamo messi d'accordo per andare a berci una birretta. Ognugno ha slegato la sua bici. Immaginate adesso la scena di me che percorro la rastrelliera una, due, tre volte. La bici non c'è. Boh, avrò sbagliato fila (sì, la rastrelliera è a due livelli e a varie file. Millemila bici. Se dimentichi dove l'hai lasciata sei spacciato). Inizio a girare per le file di bici guardandomi attorno con la faccia persa. Poi inizio a ripetere in modo ossessivo "me l'hanno rubata, me l'hanno rubata". La mente lo sa, ma il cuore non lo accetta. I miei colleghi iniziano a ridere e a prendermi in giro..."ma non è possibile che te l'abbiano rubata! Aveva due lucchetti!". Inizia così la caccia alla bici.

"Di che colore era?"
"Nera."
"..." (sono quasi tutte nere)

Alla fine la troviamo, o meglio, troviamo quel che ne resta: una ruota solitaria, tristemente divelta, malinconicamente legata con la catena ai tubi della rastrelliera. I miei ladri l'hanno svitata, in pieno giorno, in mezzo a mille persone, con destrezza degna di Lupin. Sono pur sempre i MIEI ladri, micacazzi. Io sapevo che se leghi la ruota davanti al palo, possono svitarla e prenderti la bici. Avevo visto ruote allucchettate. Ma pensavo che fosse una cosa che succede agli altri, non a me. E invece no!

Vi lascio immaginare lo scorno. E l'ostinatezza con cui ho voluto portarmi a casa la ruota orfana, stringendola a me mentre venivo portata via, seduta sul portapacchi della bici di un collega. Mi sentivo come il principe di Cenerentola che stringe sconsolato la scarpetta di cristallo. La mia Cenerentola, però, non l'ho mai più vista. Probabilmente è già stata ridipinta e venduta da qualche professionista del piccolo crimine, e adesso struscia maliziosa il sellino contro le chiappe di un altro, o di un'altra. Mi ha dimenticata.

La sua ruota, però, giace ancora lì, nell'ingresso di casa, monito e ricordo imperituro della mia amica perduta (nonché intralcio e ostacolo costante ogni volta che dobbiamo piegarci a L per passare dalla soglia larga 50cm).

Se fosse un film romantico da 4 soldi, la storia finirebbe qui, con me che mi dispero. Ma qui siamo trash quindi ovviamente c'è un sequel. Il giusto paragone è "Another Nine & a Half Weeks" , in cui lui, perso l'amore della vita, è abbrutito e disperato, e quindi si t***a una sciaquetta qualunque ma senza entusiasmo. Così è stato per me quando, il giorno dopo il furto, ho comprato un'altra bici usata un po' così ad cazzum. Costa meno, è meno dotata. La luce è a batteria invece che a dinamo, non ha il blocco per la ruota posteriore, il sellino è di schiuma invece che di pelle (?). Fa il suo mestiere, ma non avrà il mio cuore, solo il mio corpo.

L'aneddoto simpatico è che ho cercato l'annuncio su Marktplaats.nl, il bazar olandese delle cianfrusaglie, e ho scelto un paio di annunci a caso nella fascia di prezzo che mi interessava. Ho visto qual'era il più vicino, ho chiamato, e in meno di mezz'ora ero di fronte a casa del tipo per concludere l'acquisto. E indovinate chi era??? Lo stesso tipo che non parla inglese che mi aveva venduto la mia prima bici!!! The king of bike trafficking, suppongo. Il mio amico non si ricordava di me, ma io sì. Facendo leva sulla nostra conoscenza di lunga data, ho avuto anche uno sconto di 5€. Il tutto contrattando a gesti, perché in questi 4 mesi lui non ha imparato l'inglese e io non ho imparato l'olandese. Tutto cambia, niente cambia.

Chiudo il post con qualche consiglio su come NON farvi rubare la bici. Che io non ho applicato e quindi ben mi sta.

  • Dipingete o customizzate la vostra bici. I ladri non sceglieranno mai la vostra bici verde fluorescente in mezzo ad altre 500 bici nere.


  • Legate la vostra bici a qualcosa di inamovibile: un palo, il tubo della rastrelliera, un albero, un pensionato che da' da mangiare ai piccioni. È improbabile che i ladri seghino pali o rapiscano pensionati per prendere il vostro catorcio.


  • Possibilmente, la bici deve essere ancorata al palo facendo passare la catena attorno al corpo, e non alla ruota: le ruote, come ho scoperto a mie spese, si svitano.


  • Se proprio dovete far passare la catena attorno alla ruota, meglio quella dietro di quella davanti, perché per svitarla dovrebbero smontare la catena.


  • Se non ci sono pali o pensionati in giro, allacciate la ruota al corpo della bici. Per rubarvela dovranno segare il catenaccio. È però possibile che se la portino via di peso con catena e tutto e facciano il lavoro a casa - siete avvertiti.


  • Comprate bici da 4 soldi e brutte. Un po' come i fidanzati, se sono cessi non ve li fregherà nessuno.


  • Le catene a molla non valgono niente.

In bocca al lupo ciclisti. Avete voluto la bicicletta, mo' difendetela.


martedì 18 febbraio 2014

Il primo weekend in due ♥

Eccoci qui...un'altro weekend è finito, ma almeno abbiamo scavalcato il lunedì. Come è iniziata la vostra settimana?

Qui non possiamo lamentarci, visto che gli ultimi 3 giorni sono stati pieni di sole! Fatto strano di questo periodo in Olanda, e argomento ricorrente di conversazione. Tutti gufano dicendo che "non è normale" e che prima o poi dovremo pagare il bel tempo fuori stagione, magari con una bella nevicata a Marzo. Io faccio corna, tocco ferro, busso sul legno e faccio gli scongiuri, perché come sapete ero terrorizzata dalla prospettiva di un gelido inverno nordico, e questo solicino pare dirmi "hai visto? niente di cui preoccuparsi!".

Quindi con questo bel tempo...che si fa il weekend a Utrecht?

Utrecht è piuttosto viva, ed essendo sede della più grande università olandese è una città di studenti, molto simile alla Bologna dove ho vissuto negli ultimi 4 anni. Sicuramente Amsterdam è più vivace, piena di eventi, ed oggettivamente più bella. Ma Utrecht è più tipicamente olandese, con il suo mood rilassato, la gente poco fashion, e uno spirito in generale più sobrio e laid-back. È facile rilassarsi e godersi quello che ha da offrire, visto che non c'è mai bisogno di sforzarsi di apparire cool.

Da quando è arrivato G., abbiamo avuto modo di sperimentare un paio di ristorantini che avevo adocchiato, e abbiamo avuto una fantastica sorpresa! Ottimo cibo e servizio, interni semplici e raffinati. Si vede che con pochi turisti si devono concentrare sulla clientela local, quindi devono impegnarsi un po' di più.

Ma andiamo con ordine. Il nostro sabato inizia al mercato dei fiori lungo l'Oudegracht, il canale principale di Utrecht. Quello sul canale non è il "vero" mercato dei fiori, che si trova in una piazza poco lontano, ma mi piace passeggiare lungo l'acqua e vedere sfilare le bancarelle colme di colori. Per 5€ ti porti a casa magnifici bouquet di tulipani, ranuncoli, anemoni, rose...c'è l'imbarazzo della scelta!

Abbiamo poi fatto tappa al mercato principale del sabato. C'è un po' di tutto, dai vestiti, alla verdura, alle cover per i cellulari, al pesce. Non è particolarmente bello, ma ci sono profumi deliziosi di stroopwafel caldi e kibbeling (bocconcini di pesce fritto in pastella con salsine)...e affascinanti banchi pieni di erbe, frutta e verdura esotica a poco prezzo. E visto che siamo in Olanda, ci sono ovviamente anche tonnellate di formaggio!


Dopo aver mollato la spesa a casa, ci siamo uniti al Utrecht Free Tour che parte ogni sabato alle 12 dalla torre del Duomo. Il tour, completamente gratis e tenuto da volontari olandesi, è un percorso a piedi di circa 3 ore (con sosta birra:)) che attraversa il centro della città. Non l'avevo mai fatto, ma ho pensato che potesse essere un buon modo per far scoprire a G. la sua nuova città. E non ci ha affatto deluso! Il percorso unisce tutti i posticini più pittoreschi di Utrecht, e vengono raccontati un sacco di aneddoti interessanti sulla storia della città. Ad esempio, chi avrebbe mai immaginato che la torre del Duomo un tempo ospitasse un pub - a cui si accedeva tramite una scala a pioli?!
Non vi svelo nient'altro, perché se mai visitate Utrecht vale la pena di viverlo in prima persona.









Alla fine del tour, stanchi e affamati, ci siamo recati da Bakkerswinkel per un brunch. Si tratta di un delizioso localino che fa da forno, sala da the e ristorantino. Gli olandesi, chi l'avrebbe mai detto, stanno in fissa con l'high tea inglese, quindi è pieno di pasticcerie di questo tipo. Il pranzo si consuma al piano inferiore, dentro a uno degli antichi scantinati che sono stati ricavati lungo i moli di Utrecht.




















Come abbiamo scoperto al tour, i canali di Utrecht risalgono al XII secolo, quando ancora gli olandesi non padroneggiavano bene le tecniche di controllo del livello dell'acqua, per cui si rese necessario creare argini molto alti in caso di piene. Una volta scoperte le chiuse, nel XIII secolo, si poterono costruire i moli, che funzionano come una seconda strada a livello dell'acqua, e si scavarono delle cantine collegate ai palazzi, per permettere di scaricare facilmente le merci che venivano trasportate sulle chiatte. Adesso queste cantine sono diventate appartamenti piuttosto bui e umidi, sale prove, palestre...e appunto ristoranti. È abbastanza assurdo bersi il caffé in un antro, spesso accanto a infiltrazioni piuttosto pesanti...a volte persino con le bacinelle per terra...ma è parte del fascino bohémien di Utrecht.

Dopo il pranzo tardivo, il solicino e lo stomaco pieno invitavano ad un'altra passeggiata. Abbiamo inforcato le bici, e in 10 minuti eravamo in campagna - un'altro dei vantaggi di Utrecht... Abbiamo pedalato lungo campi verdi pieni di mucche e pecore, casette dai tetti di paglia e radi boschetti, fino ad arrivare alla Theehuis Rhijnauwen - o, come l'ho già ribattezzato io, il posto dei pannenkoeken. Cosa sono i pannenkoeken? Delle specie di enormi crepes, più sostanziose e spesse di quelle francesi, che si possono mangiare salate o dolci, con sciroppo, zucchero a velo, o le tipiche codette al cioccolato olandesi, le chocoladehagel, che si mangiano di solito col pane (!).


Questa volta ci siamo limitati alla passeggiata e non abbiamo mangiato i pannenkoeken, ma prometto che non appena andiamo posterò delle foto.

Dopo un sabato così attivo, la domenica è stata piacevolmente pigra. Solo verso le 18 ci siamo decisi ad uscire per un caffé, dimenticando che in Olanda è già ora di cena! Bar e negozi erano già chiusi e l'unica alternativa era un pub. Colti da una improvvisa voglia però, abbiamo deciso d'impulso di andare a mangiare le mitiche spareribs nel nostro ristorante preferito di Amsterdam. Alle 18.07 eravamo già sul treno, alle 18.37 eravamo ad Amsterdam, e dopo una piacevole passeggiata alle 19 eravamo già seduti a tavola che sorseggiavamo una birra e pregustavamo la cena. Una figata! sarà che io non ho mai vissuto in centro in Italia, ma adoro questa libertà di movimento, in particolare perché è assolutamente car-free.


Nel prossimo post vi racconto un po' delle altre scoperte fatte grazie al tour, e magari qualche altro resoconto della nostra vita quotidiana in Olanda :)

lunedì 10 febbraio 2014

Home is Where the Heart is



Non avevo mai compreso il senso di questa frase, e sinceramente la trovavo inutilmente sdolcinata, fino a questo weekend. Ma quando G. mi ha finalmente raggiunto, casa è diventata veramente CASA, e questo lunedì è speciale perché so che staserà la troverà piena di calore e sorrisi. Abbiamo deciso di imbarcarci in questa avventura insieme, e finalmente la stiamo vivendo in coppia! Ci sono voluti 4 lunghi, lunghissimi mesi, ma improvvisamente il giorno tanto atteso è arrivato. Tutto si supera, tutto si risolve...l'importante è rimanere fedeli al proprio cuore.

Uno splendido inizio di settimana a tutti!

martedì 4 febbraio 2014

Bilanci



È passato un po' di tempo dall'ultima volta che ho scritto sul blog, e vi spiego perché: perché essendo nato come un blog da expat, che narra dell'Olanda vista dagli occhi di una italiana, mi sembrerebbe di snaturarlo raccontando banalmente della mia vita o di quello che mi succede.

Però non smetterò di pubblicare fatti ed elementi interessanti della cultura olandese, e spero con l'avvicinarsi della primavera di mostrarvi sempre più foto di gite fuori porta (che per ora scarseggiano...).

Ormai sono passati 4 mesi da quando sono qui, e a parte le solite considerazioni sul tempo che vola (impressionante), ho pensato che fosse ora di tirare qualche somma.
Ho quindi pensato di fare un bilancio di quello che mi piace, quello che non mi piace, e quello che mi manca. Chissà se fra altri quattro mesi il bilancio sarà cambiato!

QUELLO CHE MI PIACE

1. Primo posto in assoluto per la bicicletta. Spostarsi dappertutto in bici, anche quando si è carichi di borse della spesa, è semplicemente bellissimo. La mattina il freddo e il vento mi svegliano e mi fanno iniziare la giornata con maggiore energia. Non ho mai problemi di parcheggio. Ho ritrovato il senso dell'equilibrio, mi destreggio in mezzo al traffico (di biciclette ovviamente) e porto tranquillamente pesi e pacchi sotto il braccio. Senza aver mai messo piede in palestra, i muscoli delle gambe sono più tonici e persino gli addominali!

2. I ritmi. Qua la vita è più rilassata, si lavora meno (in termini di tempo passato in ufficio) e rimanere fino a tardi non è un valore. La gente è gelosa della propria vita privata e cerca di passare più tempo possibile con la famiglia.

3. Fare la spesa. A parte alcune cose che qui ovviamente non si trovano o sono molto care, tipo la fantastica varietà di pesce e molluschi a cui il mediterraneo ci ha abituato o l'olio di oliva (quello buono), qui fare la spesa è un piacere. Le verdure coltivate nelle super serre (vi ricordate?) sono praticamente a km zero e sono buone, fresche e a buon mercato tutto l'anno. Oltre a questo, l'influenza delle colonie alle Antille e nelle Indie Orientali hanno fatto sì che la cucina olandese si colorasse di spezie ed ingredienti esotici, che qui sono particolarmente facili da reperire (e che io adoro).

QUELLO CHE NON MI PIACE

1. Servizi. C'è una certa carenza di attenzione al cliente e in generale manca quella scintilla che rende piacevole acquistare un prodotto o dei servizi. Per esempio i negozi chiudono alle 18, i bar aprono alle 8 anche nei giorni lavorativi (orario in cui l'Olanda è già in marcia verso l'ufficio), i commessi sono in generale svogliati e poco cortesi. Per dirne una, mi ero iscritta a un corso di olandese che è stato annullato il giorno stesso in cui dovevano iniziare le lezioni.

2. Sentimenti misti per l'abitudine olandese di recuperare o comprare oggetti e vestiti di seconda mano. Provo ammirazione per il modo in cui sanno limitare gli sprechi, essere creativi e vivere felici con meno: fa bene all'ambiente, è etico e sobrio. Per contro però, mi urta che questo venga fatto sistematicamente, e che per molti l'acquisto di qualcosa di nuovo sia un evento raro. Attenzione, io vivo a Utrecht, qui la tradizione olandese è molto più forte che ad Amsterdam, e probabilmente nella capitale la gente è molto più cool e acquista solo cose illibate. Qui però è un tripudio di scambio, riciclo, negozi dell'usato e persino gruppi Facebook di gente che regala fondi di cantina, che a lungo andare mi deprimono.

3. La cena alle 17.30 e la cucina dei ristoranti che chiude alle 21. E il fatto che per cenare in un ristorante mediocre spendi quanto in un ristorante di livello italiano.

QUELLO CHE MI MANCA
(Ovviamente mi mancano tante persone e tanti luoghi. Elencherò solo le cose meno personali)

1. Le colline della mia toscana e la varietà del paesaggio. Ma dopo 4 anni a Bologna ci ho fatto il callo.
2. Il Montenegro dopo una bella cena e la pizza fatta come si deve.
3. La facilità con cui in Italia si instaurano amicizie, simpatie e rapporti umani, anche se superficiali.

lunedì 13 gennaio 2014

Il fondamentalismo del pulito


Buongiorno a tutti...è di nuovo lunedì. Come avete passato il week end? Qui abbiamo avuto due giorni freddi (6°) ma soleggiati davvero piacevoli. Sapete quelle giornate di sole invernale, quando l'aria è croccante, il freddo pungente, e i contorni delle cose sono nitidissime? Mi piacciono da morire.

Ne ho approfittato ovviamente per uscire ed esplorare il mio nuovo quartiere (vi ricordate? Mi sono trasferita nella nuova casa). Adoro la mia zona, che è chiamata "Museumkwartier" perché è dove si concentrano tutti i musei di Utrecht. Pensate che 20 metri più in giù di casa mia c'è l'Universiteitmuseum, il cui splendido giardino mi aveva tanto colpito la prima volta che ho visitato la città. Chi l'avrebbe mai detto che sarei andata ad abitare lì vicino!

L'altra grande occupazione del weekend è stata la pulizia della nuova casa............e qui si apre un intero capitolo.

Premessa: la casa è tenuta molto bene e la precedente inquilina l'ha lasciata in condizioni ottimali, pulita e ordinata. Il problema è che il concetto di pulizia italiano è qualcosa di...diciamo "molto sviluppato". Il pulito olandese non sarà mai pulito per noi. E non voglio essere razzista: nessun pulito sarà mai abbastanza per noi. Lo sporco noi lo dobbiamo stanare, è un tarlo che non ci lascia in pace finché non siamo andati a pulire anche nei punti più nascosti, assicurarti che ogni angolo, buco e anfratto siano lindi e pinti. Rilassarsi sul divano senza avere la certezza che sia tutto perfettamente igienizzato? Impossibile. Certo, anche noi abbiamo le nostre eccezioni, ma gli standard generali sono da camera iperbarica.

Da brava italiana, ho quindi dedicato varie ore a pulire la casa da cima a fondo. Mi sono particolarmente scatenata dopo che ho scoperto due dita di polvere sopra i pensili della cucina...il danno era fatto, per me quel posto era INFETTO. Il mobiletto dei detersivi non mi ha dato soddisfazione: niente sgrassatore, niente detersivo per i pavimenti, niente spray alla candeggina. Solo ammoniaca, trementina (?!?!) e spirito. Apprezzo l'arte di arrangiarsi, ma io devo avere un prodotto diverso per ogni scopo, altrimenti non mi sembra di pulire BENE (Non l'avreste detto, eh, che sono così fissata con la pulizia? Devo ammettere che è una cosa che è cresciuta con l'età...). Ho fatto un salto al negozio di articoli per la casa più vicino e l'ho svaligiato.

Una domanda sorge spontanea: com'è che noi italiani abbiamo un concetto di pulizia così estremo? Su Berlino Cacio & Pepe è uscito mesi fa un articolo che parla proprio di questo tema, e alcuni degli esempi che l'autore porta rendono l'idea di quanto siamo maniacali (es. lui ha orrore delle buste della spesa posate sulla tovaglia..io non mi ero mai nemmeno posta il problema). Ho anche trovato questo articolo della Repubblica del 2006 dal titolo agghiacciante: Donne italiane fissate per la pulizia nelle nostre case record di detersivi. Cito: "Le italiane spendono 21 ore alla settimana, contro le 4 delle americane, per stare dietro a polvere, magliette sporche e vetri opachi. Cucina esclusa." (ricerca di Procter & Gamble); "La ricerca Eurostat del marzo scorso ci ha messo in cima alla classifica europea per tempo speso in faccende domestiche, 5 ore e 20 minuti al giorno". E ancora: "le aziende per il nostro mercato producono bombolette con un 50% in più di contenuto e spesso inventano detersivi solo per noi. Tutta roba al top di gamma perché non c' è da fidarsi di surrogati a buon prezzo che poi devi rifare tutto da capo" (ahahaha).

Penso che tutti coloro che hanno vissuto all'estero, anche solo per brevi periodi, abbiano trovato da ridire sulle condizioni igieniche locali. Sicuramente siamo rimasti shockati nello scoprire che scopa e paletta (col manico lungo) non sono molto comuni fuori dai confini italici. Anche qui in Olanda niente spazzatina post-pasti, si usa solo l'aspirapolvere durante le pulizie grosse. Niente spray per la polvere, si usa il piumino così, a secco (e usare il piumino a secco NON HA SENSO, lo sappiamo tutti). Da quando sono qui, non mi è mai capitato di passare davanti ad una delle molte finestra senza tende e vedere una sciùra olandese alle prese con le pulizie. Com'è possibile? Puliscono di notte? Hanno tutte il roomba?

Il fondamentalismo del pulito, da noi, è una cosa che si tramanda da tempi immemorabili. Pensate che mia nonna ogni settimana puliva il battiscopa passando un dito avvolto in uno straccio per tutta la casa. Generazioni e generazioni di italiani sono cresciuti a suon di pattine, tappeti sbattuti, cuscini lasciati al sole (per ammazzare gli acari), pavimenti consumati dal mocio. Eppure i nostri bisnonni erano contadini, gente semplice, che non sapeva nulla di asma o acari e che non era bombardata di pubblicità "che più bianco non si può". Eppure spazzavano l'aia, si consumavano le mani sulle pietre dei lavatoi o con la lisciva, aprivano le finestre anche d'inverno per arieggiare. Chi o cosa ha dato origine a questo istinto del pulito?

Noi giovani italiani all'inizio ci ribelliamo, la nostra stanza è un casino, non ci togliamo le scarpe quando entriamo in casa, sbricioliamo fuori dalla tovaglia, non ci vogliamo lavare le mani. Poi il virus della pulizia cresce, si fa strada e (solitamente dopo un particolarmente sudicio periodo universitario) esplode quando entriamo nella prima casa "nostra". Lì scopriamo che la seggetta del water non potrà essere mai abbastanza bianca per noi.

All'estero, particolarmente nei paesi del nord, la pulizia è vissuta in modo più rilassato... Chissà perché? Non credo si tratti della differenza di clima perché ovunque noi italiani andiamo, al nord o al sud, troviamo sempre di che lamentarci. Siamo proprio noi ad essere maniaci. Ma perché? Qualcuno di voi ha un'opinione o una spiegazione al riguardo? E quali sono le vostre più incoffesabili manie di pulizia? Sono proprio curiosa di scoprire cosa ne pensate.

martedì 7 gennaio 2014

Benvenuto 2014!

Buongiorno!

Dopo una settimana dall'inizio del 2014, ecco il primo post dell'anno. Lo so, è un po' tardi, ma sono stata molto impegnata ultimamente...impegnata a mangiare, bere e farmi lunghe dormite durante le mie due settimane di ferie in Italia! :D

È stato bellissimo tornare, godermi ben due settimane insieme al mio amore, rivedere gli amici e la famiglia, e godermi la frenesia di cibo e polemica che è tipica di noi italiani.

Anche se ormai siamo già dentro al 2014, ho pensato di rendere omaggio al 2013, visto che è stato un anno speciale. Pieno di amore, viaggi, nuovi posti e persone, grandi decisioni, cambiamenti, riflessioni.

Queste foto, prese dal mio account Instagram (se mi conoscete, saprete che AMO Instagram), sono 24 momenti importanti del mio anno, in ordine cronologico da Gennaio a Dicembre 2013. Vediamo se indovinate tutti i luoghi in cui sono state scattate?




















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