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venerdì 7 novembre 2014

Sint Maarten

Se siete in Olanda questo weekend, non potetevi perdervi le celebrazioni di Sint Maarten a Utrecht!

Sint Maarten (o San Martino) è il santo patrono di Utrecht. Nato in Ungheria nel 316 DC, proveniva da una famiglia pagana, che adorava le antiche divinità dell'impero romano. Il padre non apprezzava l'attrazione del figlio verso la religione cattolica, e lo costrinse quindi ad arruolarsi. La leggenda vuole che, durante una campagna militare, abbia donato metà del suo mantello rosso ad un mendicante (avrebbe potuto anche donarglielo intero, ma non facciamo i pignoli). Quella notte, sognò che il mendicante altri non era che Gesù. Si decise quindi ad abbandonare l'esercito e a farsi battezzare, iniziando una vita di eremitaggio e diventando eventualmente il vescovo di Tours, in Francia.

Quale sarebbe il collegamento con Utrecht? Dobbiamo fare un salto avanti nel tempo, fino al 700 DC, quando Sint Maartens era diventato il santo protettore dei soldati franchi, che portavano il suo stendardo in battaglia come protezione. Con loro viaggiavano molti missionari, decisi a convertire i popoli conquistati: tra loro c'era Willibrord (un nome semplice semplice) che insieme ad altri costruì a Utrecht una chiesa dedicata al santo.

Al giorno d'oggi San Martino continua ad essere speciale per Utrecht, che lo ha addirittura adottato sulla sua bandiera: sfondo rosso, a ricordare il mantello del santo, e un disegno bianco che lo raffigura mentre ne fa dono al mendicante.

La città inizia i festeggiamenti per il suo patrono già qualche giorno prima dell'11 Novembre, con svariate iniziative per tutti i gusti e le età. ...Anche se va detto che i fan più sfegatati della festa sono i bambini, per via delle lanterne di carta tipiche della parata tradizionale, che qui si chiamano lampionen. Per chi come me viene da Firenze, la sensazione di dejà-vu pensando alla Rificolona è immediata, solo che pare che qui le cerbottane e i bulli non vadano di moda.

Tra gli eventi più tradizionali delle celebrazioni vanno ricordati:

Sint Maarten Parade
La tradizionale parata non ha niente a che fare con le nostre processioni: si tratta di una vera e propria festa, con lanterne di carta, musica, luci, recite, un concerto finale, e soprattutto una maxi scultura di Sint Maarten a cavallo, anch'essa in carta e illuminata dall'interno. La parata si inizia a preparare con giorni di anticipo, e chi vuole può contribuire alla costruizione delle lanterne o delle sculture presso vari workshop, sotto la supervisione di un artista. Si può anche unirsi al coro per praticare le allegre canzoni (ovviamente dedicate a Sint Maarten) che verranno cantate durante il percorso. Non pensate alle solite nenie vecchio stile...si fa anche del rap! (guardate il secondo video qui sotto)
Quest'anno la parata cade l'8 Novembre (sabato) e come tutti gli anni partirà dalla Domsplein alle 18:00 in punto, percorrendo un anello lungo le strade principali del centro, per terminare alle 21:00 nello stesso punto di partenza, dove verrà offerta a tutti della zuppa calda :D













Visite guidate al Dom
Domenica 9 Novembre, dalle 10:00 alle 16:00, si potrà usufruire di visite guidate graduite alla Cattedrale di Sint Maarten.

Sint Maartensmarkt
Il mercato tradizionale di Sint Maarten si tiene la domenica precedente l'11 Novembre, nella piazzetta sul ponte di fronte al comune (Stadhuisbrug) e nella piazzetta del mercato del pesce (Vismarkt). Agricoltori e contadini vendono gli squisiti prodotti dei loro campi: un tripudio di arancioni e verdi, quelli delle zucche e dei cavoli che sono di stagione a Novembre. Ci sono anche musicisti, artisti, giochi...insomma una vera festa.
Quest'anno il mercato si terrà domenica 9 Novembre dalle 13:00 alle 17:00.





Luiden 8 Domtorenklokken
...o gli otto rintocchi degli orologi della torre del Duomo. Sono otto scampanate che chiudono ufficialmente i festeggiamenti di Sint Maarten, alle 21:45 dell'11 Novembre.

Ma ci sono mille altre iniziative, non solo a scopo di intrattenimento, ma anche benefico: ad esempio i pasti caldi ai senza tetto, oppure l'iniziativa "Eet Mee!", che propone alle famiglie di invitare a pranzo un anziano che vive da solo, per permettergli di passare del tempo in compagnia. Una overview completa di tutti gli eventi e le attività può essere trovata (in olandese) a questo link: http://www.bezoek-utrecht.nl/sintmaarten

infine, per chi volesse costruire il suo lampion, qui trovate delle semplici istruzioni :)

Io ci sarò sicuramente! E voi? :)

lunedì 5 maggio 2014

Bevrijdingsdag




Felice Bevrijdingsdag! O più semplicemente, buona festa della liberazione!

Lo so, il 25 Aprile è già bello che passato. Ma qui in Olanda la liberazione dall'occupazione tedesca si festeggia il 5 Maggio, data in cui, nel 1945, venne raggiunto un accordo tra le forze di liberazione (prevalentemente canadesi) e quelle naziste.

Per me che sono più italiana della coda in tangenziale, questa festa rappresenta, come molte altre cose olandesi, un grosso interrogativo. Non la festa in sì, ma il modo in cui si festeggia. State a sentire...

Pur trattandosi di una festa nazionale ufficiale, il 5 Maggio qui in Olanda non si sta tutti a casa. Infatti io vi scrivo dall'ufficio (in pausa pranzo, non temete). A quanto pare, la festa viene celebrata a turno ogni 5 anni. Il turno della mia azienda era l'anno scorso (e te pareva) quando tra l'altro cadeva di domenica. Meglio di così...

Questa cosa mi risulta talmente incomprensibile e oscura da avere aperto nuovi interrogativi sulla cultura olandese. Perché lo fanno? Per praticità? Per evitare che la gente si sbronzi nuovamente a distanza ravvicinata dal Queen's or King's Day?* Per sadismo?

Se sono meno seri di noi nel festeggiare il beneamato giorno libero, lo sono molto di più nel celebrare il ricordo dei caduti della WWII. Il 4 Maggio infatti, alle 8 di sera, tutta la nazione osserva 2 minuti di silenzio. I miei colleghi mi raccontavano prima che addirittura da Mc Donald's si ferma tutto e dipendenti e clienti effettuano insieme il momento di raccoglimento. Con buona pace dei Big Mac freddi che verranno serviti subito dopo.

*Vi ricordate? Fino all'anno scorso il Queen's Day era il 30 Aprile.


Un sergente della RAF con due donne olandesi, 1945.

Soldati americani con bimbi olandesi in abiti tradizionali, 1945.

lunedì 28 aprile 2014

Koningsdag 2014

Buongiorno e buon lunedì! Cosa avete fatto di bello per il vostro finesettimana?

Qui si trattava di un weekend speciale: quello del King's Day.

Di cosa si tratta? Ve lo racconto scopiazzando le parti storiche da Wikipedia. Il Koninginnedag ("Giorno della Regina") è (era) la festa nazionale dei Paesi Bassi, celebrata fino all'anno scorso il 30 Aprile, nel giorno del compleanno della (ex ex) Regina Giuliana.

Quest'anno invece del Queen's Day abbiamo festeggiato il primo King's Day. Infatti il 30 Aprile 2013 la regina Beatrix ha abdicato in favore del figlio Willem-Alexander, il primo discendente maschio della casata Oranje-Nassau dall'istituzione della festa nel 1885. La festa è stata così rinominata Koningsdag ("Giorno del re") e spostata nel giorno del compleanno di Willem, ovvero il 27 Aprile. Siccome per tradizione la festa non viene celebrata di domenica (probabilmente per permettere a tutti di godersi una delle poche bank holiday olandesi), quest'anno è stata anticipata a sabato 26 Aprile. Una ulteriore conferma della praticità degli olandesi, che pur di non sprecare una occasione di divertimento non esitano a chiudere un'occhio: anche la data precedente, il 30 Aprile, non era il giorno del compleanno di Beatrix, ma era stata mantenuta per comodità anche dopo l'abdicazione di sua madre Giuliana, visto che il compleanno di Beatrix cade il 31 Gennaio, e il freddo pungente non avrebbe permesso gli scatenati festeggiamenti.

Per confondervi ancora di più le idee, la prima "edizione" del Koninginnedag o Koningsdag, il 31 Agosto 1885, si chiamò Prinsessedag ("Giorno della Principessa") e si tenne in occasione del quinto compleanno della principessa Guglielmina. Anche gli olandesi, come i romani, avevano capito che il modo migliore per promuovere il senso di unità nazionale è la vecchia pratica del "panem et circenses".

Il Koningsdag è anche l'unico giorno in cui non sono richieste autorizzazioni per vendere merci per strada (Vrijmarkt o "free market"). Se avete letto i post relativi alla passione degli olandesi per la roba di seconda mano, capirete l'eccitazione con cui svuotano le cantine durante il Vrijmarkt, cercando di vendere qualsiasi tipo di cianfrusaglie ai passanti. La cosa più bella del Vrijmarkt è che la gente si accaparra porzioni di marciapiede fin dalla sera prima, per poter allestire il proprio banchetto (più probabilmente un telo su cui spargere disordinatamente oggetti randomici). Lo fanno delimitando lo spazio con dello scotch o del gessetto, e scrivendo il loro nome al centro. Fantastico, se ci pensate: in Italia una bella piazzola in posizione strategica verrebbe sicuramente usurpata tramite rimozione dello scotch - qui no.

I festeggiamenti del Koningsdag attirano ogni anno una media di due milioni di visitatori nella sola Amsterdam. Ma in cosa consistono esattamente? Immaginate una città trasformata in una enorme zona pedonale. Immaginate una marea di persone vestite di arancione. Immaginate infiniti banconi che servono birra in bicchieri di plastica. Immaginate chiatte e barchette piene oltre il limite di gente ubriaca che balla al ritmo di casse oversized. Immaginate ponti sbarrati da festaioli che ti costringono a fare il limbo per attraversare. Immaginate esibizionisti che trasformano il balcone di casa in un cubo, e il marciapiede sottostante in una discoteca. Immaginate che ogni angolo di strada sia occupato da gente che vende vinili, posaceneri, barbie rapate a zero e delicate tazzine da té. Immaginate soprattutto che siano tutti alticci (nel migliore dei casi), e pile di pattume alte mezzo metro.

Il tutto però senza essere molesti, senza litigi, senza spinte o gomitate, e con un numero sorprendentemente limitato di gente che sbocca o sta male (io ne ho visti solo due). E strade sgombre e pulite già il mattino successivo. Mica come alla santificazione di Giovanni Paolo II...

Nei giorni precedenti alla festa il paese si tinge di arancione, colore tradizionale della monarchia olandese, in un fenomeno detto Oranjegekte. Dolci glassati color arancione, panna arancione, tutto in versione arancione. Ho passato mezz'ora a cercare la birra al supermercato perché pensavo che l'avessero rimpiazzata con scaffali pieni di aranciata.

Anche io e G eravamo ovviamente vestiti di arancione. E da italiana lasciate che ve lo dica: nonostante quest'anno l'abbiamo visto dappertutto, dalle passerelle della P/E ai Golden Globes (Alberta Ferretti, Monique Lhuillier, Stella McCartney...), è il colore più orribile del mondo da indossare (soprattutto quando non sei al mare, non sei abbronzata, non hai lo stylist di Cate Blanchett, Emma Watson e Lupita Nyong'o e sai che finiranno per rovesciarti addosso una birra).

Godetevi qualche foto meno glamour, anzi direi proprio scadente, fatta col cellulare - non era proprio l'occasione giusta per portarsi dietro la reflex...


Utrecht

Amsterdam

Amsterdam







mercoledì 27 novembre 2013

Sinterklaas

Novembre sta quasi per finire, le giornate si sono fatte limpide e fredde, e la pioggia – anche qui in Olanda! – è ormai diventata rara. Sta arrivando l’inverno! E questo periodo di transizione in cui l’aria si fa pungente è probabilmente il mio preferito di tutto l’anno (...ma lo dico di ogni stagione).

Come ogni anno, indovino dai commenti esasperati su Facebook che in Italia sia ripartito – come sempre di buon’ora – il carosello natalizio che prevede (non necessariamente nell’ordine): pubblicità del pandoro Bauli come se non ci fosse un domani, confezioni regalo pacchiane con l’intramontabile combo zampone-lenticchie-parmigiano e contorno di lanugine dorata, alberi di plastica nelle vetrine dei negozi, illuminazioni intermittenti di dubbio gusto per le strade, e così via.

Non mentirò dicendo che qui no, qui il Natale non è una cosa commerciale. Lo è, ed è pure meno suggestivo, perché le decorazioni scarseggiano e le luci per le strade sono brutte, poche, senza senso (ghirigori a caso, numeri???). Ma attenzione, non c’entra la tanto discussa tirchieria: per gli olandesi in questo periodo l’attenzione non è rivolta al 25 Dicembre.

Questo succede in parte per questioni religiose: solo il 50% della popolazione si professa credente, e di questi molti sono protestanti (concentrati soprattutto al nord, mentre al sud prevale il cattolicesimo).
Ma la ragione principale per cui del Natale, qui, gliene frega il giusto, è che un elemento fondamentale di questa festa qua non esiste....

...preparatevi...

...Ebbene sì! IN OLANDA NON ESISTE BABBO NATALE!

Potete ben capire come, senza le confezioni custom della Coca Cola e la prospettiva di trovare i regali sotto l’albero, l’intera storia del Natale perda di attrattiva (abbiamo detto che si tratta di una festa commerciale, giusto? Giusto.). Ma gli olandesi sono persone a cui piace festeggiare, perciò ovviamente anche qui hanno una tradizione da celebrare.
La tradizione Olandese è quella di Sinterklaas, il nostro San Nicola. Le similitudini in realtà sono molte, ma ad essere divertenti sono appunto le differenze.

Tanto per cominciare, il signore in questione assomiglia molto a Babbo Natale, con la sua barba bianca e i vestiti rossi, solo che si tratta di...un vescovo. È buffo constatare la contraddizione per cui noi che abbiamo tutta la baracca del Vaticano andiamo matti per uno yankee vestito da una multinazionale, mentre i relativamente atei olandesi hanno un vescovo cattolico. Ma ormai nel Natale la religione c’entra poco, quindi possiamo anche fregarcene. San Nicola, che alla sua età non ama molto il freddo, vive in Spagna (mica scemo) e normalmente va in giro in birkenstock e beve sangria. Verso metà Novembre, però, prende una barca a vapore (dopo le brutte esperienze con Ryanair, ha detto basta agli aeroplani) e arriva in Olanda, dove (visti i prezzi dei treni), si sposta con il suo cavallo bianco Amerigo. Un cavallo talmente strafatto che sostiene di poter volare sui tetti. È accompagnato dai suoi aiutanti, gli Zwarte Piets ("Black Peters"), che sono neri e vestiti con degli coloratissimi abiti in stile moresco (avete presente quando Django si sceglie il suo primo vestito da uomo libero? Bene.).

In questo periodo si svolgono molte parate in cui Sinterklaas e i Piets distribuiscono dolci. I dolci più tradizionali sono i pericolosissimi pepernoten, venduti in confezioni da un chilo alle casse del supermercato per uno o due euro. Creano pesante dipendenza e le loro dimensioni ridotte – una moneta da 20 cent – fanno sì che tu dici “adesso prendo l’ultimo” e poi guardi il sacchetto e li hai finiti. Sono letali nella versione ricoperta di cioccolato.

Pepernoten

La festa ufficiale di Sinterklaas si tiene la notte del 5 Dicembre, quando i bimbi mettone le loro scarpe sotto il radiatore (in assenza di caminetto) con una carota per Amerigo e del cioccolato per i Piets. I Piets ovviamente fanno il lavoro sporco, e mentre Sinterklaas sta sul tetto scendono dal camino (radiatore?) per distribuire piccoli regali ai bimbi buoni, o sale a quelli cattivi. Di solito i regali sono accompagnati da una lettera di cioccolato con l’iniziale del nome del bimbo, e da una poesia in rima a lui dedicata. Per gli adulti la tradizione dei regali non esiste, ma rimane quella della lettera di cioccolato e delle poesie: molti la sera del 5 si riuniscono in famiglia o fra amici e si scambiano rime, spesso boccaccesche.

Sinterklaas fa il suo ingresso in città

Hot daddy
Piccoli Piets



















Fin qui come potete vedere le differenze sono poche. Le cose che mi hanno colpito, però, sono:

  1. Già da inizio Novembre, i bambini pretendono di andare in giro vestiti da Zwarte Piets: quindi con la faccia dipinta di nero e un cappello con la piuma. Se ne vedono talmente tanti in giro che ricorda il nostro carnevale...ma sono davvero molto teneri.
  2. Non c’è molto focus sul regalo. Da bambina, in classe da me consultavamo il catalogo della Mattel e ci sceglievamo regali tanto costosi quanto inutili (tra gli highlights ricordo un cane con la pancia che si apriva da cui tiravi fuori i suoi cuccioli-pupazzo). Qui mi sembra che ruoti tutto intorno ai dolci, alle parate per strada, al mettersi il capellino da Piet, alle poesie. E mi sembra molto più sano.
  3. i Piets sono neri, per cui l’Olanda viene costantemente accusata di razzismo. Quest’anno c’è stata addirittura una certa Verene Shepherd che, a capo di un gruppo di esperti dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha accusato il governo Olandese di razzismo e ha proposto di abolire gli Zwarte Piets. Non potete immaginare il casino...roba che in poche ore una pagina di Facebook per la salvaguardia degli Zwarte Piets aveva 2 milioni di like (e qui sono in 16 milioni). Gli olandesi si sono inventati che i Piets sono neri perché scendono dal camino. Il che è un po’ inverosimile. Però direi che non vale la pena interrogarsi sul perché siano neri, visto che adesso la cosa non ha la minima importanza per dei bambini che, anzi, pregano la mamma di dipingergli la faccia di nero.
"Order now Black Klaas and White Peter! (and let's not forget the white horse...)"

Detto questo, trovo i costumi degli Zwarte Piets piuttosto antiestetici...sarà che io odio le maschere fin da quando ero bambina. Danno comunque luogo a interessanti manifestazioni artistiche come le agghiaccianti foto qui sotto...



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