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Visualizzazione post con etichetta bici. Mostra tutti i post
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martedì 1 luglio 2014

Pimp my bike

Ci sono vari motivi per personalizzare la vostra bici in Olanda, sia pratici che non:
  1. Per trovarla più facilmente in mezzo ad un mare di bici nere tutte uguali (particolarmente utile nel mega parcheggio da 4200 biciclette)
  2. Per evitare che i ladri te la rubino: una bici customizzata è facilmente riconoscibile, e riportarla allo stato anonimo costa tempo e denaro
  3. Per coprire la ruggine del vostro catorcio
  4. Per distinguersi dalla massa
  5. Perché quei washi tape così carini che avete comprato da Hema non hanno altro scopo pratico se non quello di ingentilire i tubi della vostra bici
  6. Perché avete sempre desiderato di giocare con una bomboletta spray
  7. Perché avete raggiunto l'età in cui una domenica di bricolage è il momento più spericolato della vostra settimana
  8. Perché siete troppo pigri per cambiare le pile dei fanali e sperate che così di notte sarete più visibili
  9. Perché dentro siete ancora dei bambini che invidiano l'album da colorare della nipotina
  10. Perché doe normaal* non fa per voi
Per tutti questi motivi, e anche perché il tempo questo weekend non invogliava esattamente ad andare al mare, sabato e domenica ci siamo cimentati con la verniciatura della mia bici.

Ecco due diversi procedimenti per eseguire per la verniciatura: scegliete il vostro in base al livello di sbattimento desiderato.

1. The Dutch way


Occorrente: 1 bomboletta di vernice spray nel vostro colore preferito. Mi raccomando assicuratevi che sia la più economica.
  • (opzionale) Coprite le ruote e altre parti da non verniciare con qualche foglio di giornale. Assicuratevi che siano messi alla c***o.
  • Spruzzate la vernice senza leggere le istruzioni.
Ci sono macchie e sgocciolamenti? Il colore è disuniforme? La bomboletta finisce prima che abbiate verniciato tutta la superficie?
Perfetto, avete finito.

Spesa: max 9 €

2. The bricolage-freak way


Occorrente: chiavi inglesi, cacciavite di varie misure, raschietto per vernice, carta vetrata, fogli di giornale, scotch di carta, 2 bombolette di primer, 2 bombolette di vernice spray, guanti di plastica usa e getta, mascherina (sostituibile con un calzettone da calcio del fidanzato legato attorno alla testa), outfit da lavoro (vestiti demmerda o completino fashion fatto con le buste di plastica).


  • Pieni di entusiasmo, smontate la bici rimuovendo le parti principali: ruote, campanello, luci, sellino.
  • Con il raschietto eliminate il grosso della vernice esistente. Ripassate con carta vetrata per assicurarvi che la superficie sia liscia.

  • Con un panno umido, rimuovete polvere e limatura dal corpo della bici.
  • Ancora entusiasti, coprite accuratamente con carta e scotch le parti rimaste che non vanno verniciate: manubrio, pedali, ecc.

  • Spruzzate il primer in abbondanza per coprire ogni traccia del colore precedente e garantire un migliore fissaggio della vernice.

  • Dopo un paio d'ore capovolgete la bici e spruzzate il primer anche sull'altro lato.
  • Dopo altre due ore, partite con la vernice colorata, spruzzando da una distanza di circa 20 - 30 cm per garantire uno strato uniforme.
  • ...Dopo altre due ore, capovolgete e fate l'altro lato.
  • .........Dopo altre due ore, rimuovete lo scotch, rimontate le varie parti, smadonnate perché non vi ricordate dove andava quel bullone che vi avanza, imprecate perché adesso il cavalletto si incastra nella ruota, smontate tutto, riprovate, litigate col fidanzato, finite di rimontare tutto quando ormai è buio.
Spesa: circa 50 € (quanto la vostra bici)

Indovinate quale metodo ho scelto io... :)

Ed ecco la mia bici finita! Accanto a una bici verniciata a metà, in puro stile olandese, e ad un'altra con il coprimanubrio leopardato, la mia principessa azzurra è talmente perfettina che ha quasi un'aria snob. Meno male che quando ho fatto la foto c'era ancora il fanale posteriore impacchettato nella carta, così almeno ha un tocco di sciatteria.


*L'espressione olandese "doe normaal" significa letteralmente "comportati normalmente", ma esprime molto più di questo: la società olandese, vuoi per il retaggio calvinista, vuoi per indole, tiene molto al rispetto delle regole sociali. Credo comunque che la frase "doe normaal" si usi soprattutto con i bambini quando fanno i monelli (un po' come il nostro "fai a modo!").

mercoledì 28 maggio 2014

Fietsenstalling Jaarbeursplein: il mega parcheggio delle bici

Vi avevo già accennato in un post su Facebook che la città di Utrecht si preparava ad inaugurare un nuovo mega parcheggio per le biciclette. Ebbene, l'inaugurazione è avvenuta lunedì scorso 19 Maggio, e oggi finalmente anche io l'ho usato per la prima volta.

Il parcheggio si trova appena fuori dalla stazione, dove parcheggio la bici tutti i giorni, ma finora non mi ero ancora decisa a provarlo complice il bel tempo (il parcheggio è sotterraneo) e i minuti contati con cui faccio i conti ogni mattina.

Oggi pioveva, sono arrivata presto, e soprattutto le rastrelliere dove ero solita lasciare la bici erano state recintate per impedire l'accesso: un ottimo motivo per provare la nuova struttura. La graduale rimozione delle rastrelliere intorno alla stazione penso sia un tentativo del comune di ripulire la città dalle bici abbandonate - una piaga tutta olandese - e rinnovare le strutture esistenti, per rendere il sistema di parcheggi più efficiente. Da settimane vari cartelli e fascette affisse alle bici informavano i cittadini della data in cui le rastrelliere sarebbero state ripulite, invitando i cittadini a spostarle e ad usare il nuovo mega parcheggio (che si chiama Fietsenstalling Jaarbeursplein, ovvero "parcheggio per le bici di piazza Jaarbeurs", ma mega parcheggio è più facile e simpatico).

Com'è dunque questo nuovo mega parcheggio? Una figata!

Moderno, tecnologico ed enorme: 37 corsie di rastrelliere a due piani, disposte su 3 piani, che possono ospitare fino a 4200 biciclette. Una cifra notevole, eppure non basterà a soddisfare il fabbisogno di parcheggi nella zona: basti pensare che il 40% dei 1,2 milioni di viaggiatori che ogni mattina prendono il treno in Olanda arriva alla stazione in bicicletta. Considerando che ad Utrecht ci sono 330.000 abitanti e che è la principale stazione olandese, con pendolari che vi lasciano le proprie bici, direi che siamo a corto almeno di 25.000 posti bici. Almeno!

Qualche altra informazione sul parcheggio: aperto 24/7, è sorvegliato giorno e notte è dotato di display luminosi che indicano il numero di posti liberi per ogni piano e corsia. È gratis per le prime 24 ore (quindi sempre per chi come me fa avanti e indietro ogni giorno), dopodiché si paga una tariffa giornaliera di 1,25€, e volendo si può fare un abbinamento di un anno per 75€. Il conteggio delle ore avviene con l'immancabile OV-Chipkaart, la tessera unica prepagata che si usa per tutti i trasporti qua in Olanda. Come quando si viaggia, anche nel mega parcheggio si effettua il check-in avvicinando la carta a un sensore all'ingresso, e si fa poi check-out allo stesso modo all'uscita. L'unica differenza è che nel mega parcheggio, probabilmente per scoraggiare i furti, il check-out lo fai con un impiegato dotato di scanner. Così se non hai fatto il check-in se ne accorgono, e non ti puoi portare via la bici.

Il parcheggio è un progetto pilota delle ferrovie olandesi, del comune di Utrecht e di ProRail (l'azienda che si occupa della manutenzione della rete ferroviaria), che condividono i costi e che tra 2 anni valuteranno la performance del mega parcheggio per decidere che strada da intraprendere. È infatti prevista la costruzione di 22.000 nuovi posti bici nel corso dei prossimi 5 anni (sòccia, avevo azzeccato la stima).

Sotto trovate alcune foto scattate oggi e il video di presentazione del parcheggio (in olandese ma tanto ormai sapete già tutto).

















martedì 29 aprile 2014

Easy Riders

Per quanto riguarda i trasporti, olandesizzarsi è la cosa migliore che possiamo fare per il nostro pianeta.

Da quando sono qui, mi sono resa conto di quanto pigri siamo nel Bel Paese, e di quanti inutili viaggi compiamo in auto o motorino, sprecando benzina e causando inquinamento. Nella maggior parte dei casi la distanza non è tale da giustificare un viaggio in auto; ma magari piove, magari fa freddo, oppure l'autobus puzza, o abbiamo un trolley, e ci sentiamo giustificati a rifugiarci nel caldo abitacolo della nostra Panda / Audi / Prius / Whatever.

È vero che in Italia abbiamo tanti bei colli, colline e monti che non rendono facile l'avventura del ciclista amatoriale. È vero anche che il traffico caotico e l'assenza di piste ciclabili rendono l'esperienza della bici in città abbastanza spaventosa, se non pericolosa. Ma prendiamoci un attimo per pensare ai vantaggi che trarremmo da un aumento delle biciclette, e ricordiamocene la prossima volta che dobbiamo scegliere un rappresentante politico (non parlo di alte cariche, ma di sindaci e consiglieri comunali: sono loro gli unici ad avere interesse a cambiare le cose a livello locale).

Un cittadino ha il diritto di chiedere, e non dobbiamo rassegnarci a leggere programmi politici già scritti: chiedete, proponete, petizionate, rompete le scatole. E scrollatevi di dosso la comodità della macchina o del motorino - gli inverni italiani non sono poi così freddi in confronto al Nord Europa, eppure a Berlino, Amsterdam o Copenhagen la gente va a giro in bici anche sotto la neve.

Il cambiamento non arriva da solo. Il cambiamento siamo noi!

Sotto un esempio di come andare a prendere un amico in stazione, con trolley annesso, è facile e divertente anche se si ha una bici sola. Gli olandesi in questo sono dei campioni, ma come vedete anche noi terruncielli, se ci applichiamo, non siamo da meno (photo & video courtesy of Sove).



venerdì 21 marzo 2014

Ladri di biciclette

Come forse (non) sapete, meno di due settimane fa mi hanno rubato la bici. Sì esatto. La mia bici adorata di cui avevo parlato in questo post. Tra noi è durata solo 4 mesi.

Ne parlo adesso perché prima mi faceva troppo male. Ma ora ho trovato la forza di scriverne.

La bici era parcheggiata, come tutte le mattine, nel piano rialzato della rastrelliera a due livelli dietro la stazione di Utrecht (foto qui). L'ho lasciata lì alle 8.10 e alle 17.40 sono andata a riprenderla. Quindi me l'hanno rubata durante l'orario di lavoro. In pieno giorno. Nonostante i due lucchetti. A due metri dalla fermata dei taxi e dell'autobus. In mezzo a mille altre biciclette. Chapeaux.

Era, fra l'altro, un venerdì. Sono arrivata alla rastrelliera assieme ad alcuni colleghi che come me parcheggiano lì ogni giorno. Ci siamo messi d'accordo per andare a berci una birretta. Ognugno ha slegato la sua bici. Immaginate adesso la scena di me che percorro la rastrelliera una, due, tre volte. La bici non c'è. Boh, avrò sbagliato fila (sì, la rastrelliera è a due livelli e a varie file. Millemila bici. Se dimentichi dove l'hai lasciata sei spacciato). Inizio a girare per le file di bici guardandomi attorno con la faccia persa. Poi inizio a ripetere in modo ossessivo "me l'hanno rubata, me l'hanno rubata". La mente lo sa, ma il cuore non lo accetta. I miei colleghi iniziano a ridere e a prendermi in giro..."ma non è possibile che te l'abbiano rubata! Aveva due lucchetti!". Inizia così la caccia alla bici.

"Di che colore era?"
"Nera."
"..." (sono quasi tutte nere)

Alla fine la troviamo, o meglio, troviamo quel che ne resta: una ruota solitaria, tristemente divelta, malinconicamente legata con la catena ai tubi della rastrelliera. I miei ladri l'hanno svitata, in pieno giorno, in mezzo a mille persone, con destrezza degna di Lupin. Sono pur sempre i MIEI ladri, micacazzi. Io sapevo che se leghi la ruota davanti al palo, possono svitarla e prenderti la bici. Avevo visto ruote allucchettate. Ma pensavo che fosse una cosa che succede agli altri, non a me. E invece no!

Vi lascio immaginare lo scorno. E l'ostinatezza con cui ho voluto portarmi a casa la ruota orfana, stringendola a me mentre venivo portata via, seduta sul portapacchi della bici di un collega. Mi sentivo come il principe di Cenerentola che stringe sconsolato la scarpetta di cristallo. La mia Cenerentola, però, non l'ho mai più vista. Probabilmente è già stata ridipinta e venduta da qualche professionista del piccolo crimine, e adesso struscia maliziosa il sellino contro le chiappe di un altro, o di un'altra. Mi ha dimenticata.

La sua ruota, però, giace ancora lì, nell'ingresso di casa, monito e ricordo imperituro della mia amica perduta (nonché intralcio e ostacolo costante ogni volta che dobbiamo piegarci a L per passare dalla soglia larga 50cm).

Se fosse un film romantico da 4 soldi, la storia finirebbe qui, con me che mi dispero. Ma qui siamo trash quindi ovviamente c'è un sequel. Il giusto paragone è "Another Nine & a Half Weeks" , in cui lui, perso l'amore della vita, è abbrutito e disperato, e quindi si t***a una sciaquetta qualunque ma senza entusiasmo. Così è stato per me quando, il giorno dopo il furto, ho comprato un'altra bici usata un po' così ad cazzum. Costa meno, è meno dotata. La luce è a batteria invece che a dinamo, non ha il blocco per la ruota posteriore, il sellino è di schiuma invece che di pelle (?). Fa il suo mestiere, ma non avrà il mio cuore, solo il mio corpo.

L'aneddoto simpatico è che ho cercato l'annuncio su Marktplaats.nl, il bazar olandese delle cianfrusaglie, e ho scelto un paio di annunci a caso nella fascia di prezzo che mi interessava. Ho visto qual'era il più vicino, ho chiamato, e in meno di mezz'ora ero di fronte a casa del tipo per concludere l'acquisto. E indovinate chi era??? Lo stesso tipo che non parla inglese che mi aveva venduto la mia prima bici!!! The king of bike trafficking, suppongo. Il mio amico non si ricordava di me, ma io sì. Facendo leva sulla nostra conoscenza di lunga data, ho avuto anche uno sconto di 5€. Il tutto contrattando a gesti, perché in questi 4 mesi lui non ha imparato l'inglese e io non ho imparato l'olandese. Tutto cambia, niente cambia.

Chiudo il post con qualche consiglio su come NON farvi rubare la bici. Che io non ho applicato e quindi ben mi sta.

  • Dipingete o customizzate la vostra bici. I ladri non sceglieranno mai la vostra bici verde fluorescente in mezzo ad altre 500 bici nere.


  • Legate la vostra bici a qualcosa di inamovibile: un palo, il tubo della rastrelliera, un albero, un pensionato che da' da mangiare ai piccioni. È improbabile che i ladri seghino pali o rapiscano pensionati per prendere il vostro catorcio.


  • Possibilmente, la bici deve essere ancorata al palo facendo passare la catena attorno al corpo, e non alla ruota: le ruote, come ho scoperto a mie spese, si svitano.


  • Se proprio dovete far passare la catena attorno alla ruota, meglio quella dietro di quella davanti, perché per svitarla dovrebbero smontare la catena.


  • Se non ci sono pali o pensionati in giro, allacciate la ruota al corpo della bici. Per rubarvela dovranno segare il catenaccio. È però possibile che se la portino via di peso con catena e tutto e facciano il lavoro a casa - siete avvertiti.


  • Comprate bici da 4 soldi e brutte. Un po' come i fidanzati, se sono cessi non ve li fregherà nessuno.


  • Le catene a molla non valgono niente.

In bocca al lupo ciclisti. Avete voluto la bicicletta, mo' difendetela.


venerdì 15 novembre 2013

La cultura della bici

Oggi vorrei parlare di un elemento cruciale della cultura olandese: la bicicletta.

La bici è la prima cosa che vi serve se vivete in Olanda: io ci ho messo un po' a comprarla, ma ho inforcato quella della mia coinquilina dopo poche ore dal mio arrivo. Proprio perché è un'aspetto così forte e caratterizzante, suscita molta curiosità - se googlate "bike netherlands" sarete inondati da una quantità impressionante di siti, blog, articoli, video, foto e curiosità. Per vostra comodità, ho fatto già i miei compitini e ho setacciato la rete alla ricerca delle informazioni più interessanti da raccogliere in questo post.

Ci tenevo infatti a parlare di questo aspetto della vita in Olanda, perché come expat questo è stato decisamente, finora, uno degli highlights del mio trasferimento, e quello che mi dà maggiori soddisfazioni. È infatti molto bello, divertente e facile prendere la bici per andare ovunque: niente benzina, niente traffico, niente ZTL, niente problemi di parcheggio, niente più bus da aspettare e orari da controllare. Certo a volte pedalare in città può essere frenetico, soprattutto nelle ore di punta, perché ci sono moltissime bici concentrate sulla stessa pista ciclabile. Inoltre gli olandesi sono ciclisti esperti, e vanno come le sassate (come si dice da me), senza usare molta prudenza. L'impatto può intimidire un pochino chi è abituato a usare la bici in paesi dominati dalle auto o dagli scooter, e infatti la prima volta ho pensato "oddio" e mi son fatta il segno della croce. Ho anche rischiato di andare sotto un tram...ma questa è un'altra storia. In fondo ho fatto l'università a Forlì che dopo Ferrara è la "città delle bici" italiana.

UN PO' DI STORIA
Mi sono chiesta spesso quali motivi hanno reso la bici così popolare in Olanda. Una risposta ancora non me la sono data, ma di elementi favorevoli ce ne sono vari: il paesaggio è piuttosto "piatto", senza particolari asperità; le distanze sono relativamente brevi; gli olandesi sono un popolo frugale che ama tagliare i costi; la coscienza ecologica del popolo si è sviluppata ben prima che in altri paesi (in particolare negli anni '70).

Quello che non sapevo, e che forse non sapete neanche voi, è che negli anni '60 il boom economico che ha toccato tutta l'Europa aveva causato anche in Olanda, come in Italia, un aumento spropositato delle auto in circolazione, al punto da mettere a rischio il dominio - fino ad allora indiscusso - delle bici. Abitutati a pedalare indisturbati, gli olandesi si sono improvvisamente ritrovati a condividere corsie sempre più affollate con auto puzzolenti. La cosa era particolarmente critica per via della configurazione delle loro città: strade strette, canali, assenza di parcheggi, sovraffollamento. I centri urbani olandesi non erano un ambiente favorevole alla motorizzazione. Ma ovviamente tutti volevano un'auto, e la situazione era velocemente diventata critica, con un preoccupante aumento di incidenti in cui - ovviamente - a rimetterci erano i ciclisti. Per permettere al traffico di diventare efficiente si sarebbe dovuto riprogettare il paesaggio urbano: demolire case, ampliare corsie, trasfigurare insomma il profilo delle città.

Agli olandesi, tutto questo, non piaceva. Negli anni '70, perciò, si sono ribellati, e hanno detto basta: basta alle auto, basta all'inquinamento, basta agli incidenti. Sono scesi in piazza e si sono ripresi le bici. E da allora, le bici hanno dominato.

Se avete voglia di saperne di più sulla questione, c'è questo interessante documentario di 10 minuti che ho trovato su iamexpat.nl.


QUALCHE NUMERO
Analizziamo quindi la situazione attuale: in Olanda ci sono 16,77 milioni di persone, e più di 13 milioni di biciclette (alcuni dicono 20 milioni, ma è difficile tenere il conto delle bici, che nell'arco della loro vita vengono costantemente rubate, restaurate, perse, ritrovate, vendute....). Considerando che le persone più anziane e i bimbi molto piccoli non usano la bici, significa che tutti ne possiedono una. Nella sola Amsterdam, ci sono circa 780.000 abitanti e 881.000 biciclette: più di una a testa! Nel 2006 erano circa un milione, ma molte sono quelle che finiscono nei canali (ogni anno vengono ripescate dall'acqua tra le 12,000 e le 15,000 bici) e molte vengono rimosse dal comune quando vengono abbandonate per un tempo troppo lungo. Mettono un bigliettino di avvertimento con la data in cui la bici sarà rimossa, e se il giorno stabilito è ancora lì, viene tagliato il lucchetto e si porta via. Il proprietario può recuperarla ovviamente, ma solo pagando una penale di circa 25 €...



In Amsterdam, più del 60% degli spostamenti nel centro della città avvengono in bici. La percentuale resta significativa anche se si estende il calcolo all'intero perimetro urbano: 38%. Non stupisce se pensate che una città così relativamente piccola ha ben 400 km di piste ciclabili - e per piste ciclabili, qui, si intendono vere e proprie "strade" riservate ai ciclisti, spesso separate dalla carreggiata per le auto e con una segnaletica propria. Esistono addirittura delle "autostrade" per le bici che corrono in parallelo alle strade statali e collegano ogni città in Olanda e non solo: la rete valica i confini e arriva persino in Belgio e in Germania.

In media, gli olandesi effettuano in totale 14 milioni di spostamenti in bici OGNI GIORNO, ciascuno di circa 3,5 km. Vuol dire che l'intera popolazione copre OGNI GIORNO circa 50 milioni di chilometri.

UNA VITA IN BICICLETTA
Capite quindi come gli olandesi siano abituati a stare in sella, e va da sè che l'Olanda, pur essendo così piccola, vanti una presenza molto competitiva nell'ambito del ciclismo professionale. D'altra parte i bambini iniziano a pedalare da soli verso i 6 anni (o anche meno), e continuano a pedalare ogni giorno della propria vita, ben l'età della pensione (anche dopo i 65 anni, infatti, un quarto degli spostamenti avviene in bici).

Incredibili sono invece le cose che fanno con la bici: vi giuro che trasportano DI TUTTO. Sotto una gallery con cui potete rifarvi gli occhi dopo tutti questi numeri. Non sono foto mie, ma posso assicurarvi che 'ste robe le ho viste tutte. E anche di peggio. Tipo gente che trasporta uno stendino sottobraccio, o una lavatrice nel cassone della bici. Quanto ai bambini, ne trasportano con disinvoltura anche 3 o 4 - fa una tenerezza incredibile vedere sfrecciare queste testoline bionde, sballottate nel loro seggiolino, nel marsupio o nell'apposito cassone. Ovvio che abituati a correre su due ruote fin dalla nascita, poi prendere la bici tutti i giorni, con ogni tempo, e in ogni occasione, gli sembri scontato.











BICICLETTE PER TUTTI I GUSTI
Vi presento ora i modelli di bici più diffusi qui, le tipiche "bici olandesi" dall'aria vintage che fanno tanto hipster. Ce ne sono moltissime, ma i tipi di base sono quattro, tutti con i freni a retromarcia (ovvero non si frena con le mani ma pedalando all'indietro). Ci sono le omafiets (le classiche bici da donna), le opafiets (la versione maschile con la canna), le vouwfiets (quelle piegabili, che qui sono diffuse perché viaggiano gratis su treni e autobus) e le bakfiets (quelle col cassone davanti dentro alle quali mettono qualsiasi cosa: cani, bambini, piante, e lavatrici appunto).

PIMP MY BIKE 
Molti "pimpano" le loro bici in maniera creativa (e talvolta folle). Non si tratta solo di estro artistico: lo scopo è in grossa parte pratico. Uno, se hai una bici colorata o particolare è più facile ritrovarla in mezzo alle infinite file di rastrelliere (la stazione di Utrecht al momento ha 800 metri di parcheggi per le bici - a due piani - che tra l'altro risultano insufficienti, tanto che stanno facendo dei lavori di ampliamento). Due, una bici vistosa e facilmente riconoscibile non fa gola ai ladri. Ci sono infatti moltissimi furti: nella sola Amsterdam, spariscono più di 55.000 bici all'anno (!). Per questo è buona norma proteggere la propria bici con un doppio lucchetto: quello incorporato sotto alla sella per la ruota posteriore, e un catenaccio con lucchetto bello pesante per la ruota anteriore.


Vale anche la regola di comprare bici scassate per evitare di rimetterci troppi soldi - per gli olandesi infatti la bici è un oggetto, un mezzo di trasporto, e non ha valore affettivo. Non hanno nemmeno coscienza della bellezza della loro cultura della bici: per loro è normale, normalissimo*, pedalare dappertutto.

IL GALATEO DELLA BICICLETTA
Lo starter kit del ciclista olandese è essenziale: basta una bici. Non servono, e non sono obbligatori, ne' caschi ne' altro. Ci sono però delle regole: di notte bisogna avere una luce bianca davanti e una rossa dietro. Se le luci della vostra bici non funzionano, no problema - dappertutto vendono delle lucine portatili e rimovibili che potete attaccare sia alla bici che alla borsa. Altre regole riguardano l'etichetta stradale: le svolte vanno segnalate con il braccio. Però per essere cool bisogna farlo in maniera casuale, distratta, è da sfigati mettere fuori il braccio a mo' di bandiera!

Questa cosa del gesticolare in maniera elegante mi fa venire in mente un sito molto carino, amsterdamcyclechic, che è ispirato al sito danese copenhagencyclechic. L'idea alla base del sito originale, che ha riscosso grande successo, è quella di immortalare esempi di eleganza su due ruote e postare le loro foto sul sito, quasi fosse un blog di street style. Però sulla bici. Il fondatore del sito è di Copenhagen, altra città dove le due ruote la fanno da padrona. E c'è ovviamente anche un manifesto "Cycle Chic" che dovete rispettare se volete essere dei ciclisti cool: per esempio, è vietato indossare l'elmetto, abbigliamento sportivo, o roba catarifrangente. Il costo totale del vostro outfit deve essere superiore a quello della vostra bici (quindi attenzione a comprarvi bici troppo fighe da 400 o 500 €....). Bisogna accessoriare la bici con un corredino grazioso: campanello, cesto, catena, coprisella... E dovete impegnarvi ad migliorare il paesaggio urbano...a livello estetico!

Il motto di Cycle Chic è anche la regola più importante: Dress for your destination, not your journey. E infatti vedi uomini in giacca, cravatta e scarpe inglesi, e donne con gonna e decolléte, che pedalano disinvolti verso il lavoro. Io purtroppo da questo punto di vista mi faccio ancora condizionare...niente gonna (per paura del freddo), se vedo una nuvola in cielo infilo automaticamente degli stivaletti pesanti, mi avvolgo la sciarpa fin sopra il naso e mi imbacucco in un parka foderato di pelliccia sintetica (grazie Zara).
Spero di portare presto su qualche pezzo carino del mio guardaroba, che è ancora quasi tutto a Bologna, per mostrare un po' di Italian Style al vicinato...

LINDA & LA SUA BICI
Vi lascio con una chicca: il video della mia pedalata quotidiana da casa fino alla stazione. La qualità non è un granché, ma capirete che io non ho una go-pro, quindi ho semplicemente scotchato l'iPhone al manubrio (sto ancora cercando di togliere le tracce di colla). Il sistema si è rivelato imperfetto, infatti vedrete che l'inquadratura scende piano piano, fino a includere il campanello...però devo dire che non mi dispiace. Resistete fino alla fine, che sono solo 10 minuti, e negli ultimi si vede Mr. M che si fa portare in stazione sul portapacchi di un collega! Da vero olandese, fa anche il "saltino sul sellino" con la bici in movimento, che è proprio roba da fuoriclasse (dovrebbero metterlo nel manifesto di Cycle Chic!). Perché non sia cool sedersi sul sellino da fermi, non lo so, ma si vede che anche gli olandesi hanno i loro fashion dictat...a noi i rayban e le polacchine clarcks, a loro il saltino sul sellino. Mi sembra onesto.



Aggiornamento delle 9.53 del 15/11
Ho scritto questo post ieri sera. Stamattina, durante il mio solito tragitto, sono caduta dalla bici. Forse la prima regola del Bike Club è "You do not talk about Bike Club".




*Marialuce LoL

mercoledì 16 ottobre 2013

Sulla pioggia


Tutte le persone che ho conosciuto qui finora - colleghi, coinquiline, persino amici di amici - mi hanno chiesto come mai ho lasciato l'Italia (che immaginano come un paese incantato dove il sole splende sempre) per vivere in Olanda.
Sono tutti convinti che il tempo qui faccia schifo, e quando rispondo che non è poi così male sfoggiano un sorrisetto malizioso e dicono "aspetta e vedrai".

In effetti gli ultimi giorni sono stati piuttosto piovosi, ma il cielo tende sempre ad aprirsi la sera, e oggi non è venuta giù nemmeno una goccia di pioggia.

Ho quindi già sperimentato la cosa che più temevo: andare in bici con la pioggia. E devo dire che non è stato tremendo come mi aspettavo, ma nemmeno piacevole ovviamente :/

La parte peggiore - adesso sarò frivola - è che mi si arricciano i capelli. No, non è una battuta. Per me che lotto da anni a colpi di piastra e spazzola contro degli stupidi ricci mosci, è piuttosto frustrante vedermi sconfitta dal maltempo. Immaginate di spendere 30' del vostro tempo ad asciugare, pettinare e lisciare la vostra chioma con scrupolo chirurgico, e poi dopo 10 secondi che siete usciti di casa vedere le vostre ciocche setose e perfette trasformarsi in un ammasso impazzito di crespo che ricorda i dreadlocks di un rasta. Io sono inorridita.

La seconda cosa peggiore è che non puoi usare l'ombrello, perché poi fa da vela e il vento porta la bici (con te sopra) dove gli pare, oppure te lo piega fino a che non è utilizzabile. Quindi ti avvolgi la sciarpa intorno alla testa (gli olandesi in realtà manco quello) e il tutto dopo puzza di umido e pioggia e lana bagnata. Nel frattempo prendi il mal di gola perché la sciarpa è in testa e non attorno al collo.

Usare un ombrello mentre si va in bici non è una buona idea.

La terza cosa peggiore è che metti il sedere sul seggiolino ed è tutto bagnato, e il bagnato arriva alle mutande e ti senti come un bimbo che se l'è fatta addosso. Poi per ulteriore scherno ti siedi sulla sedia di un'amica e lasci l'impronta bagnata delle tue chiappe sul tessuto chiaro (true story). E no, non venitemi a dire che dovrei asciugare la sella, perché slegare la bici sotto l'acqua per me è un'operazione già troppo spiacevole e sconfortante e non ho voglia di dover anche aggiungere alla tortura il portarmi dietro un cencio o un coprisella bagnato che poi non so dove mettere.

La quarta cosa peggiore è che le mani si bagnano e slegando la bici si riempiono anche di terra e piccoli frammenti di foglie o altro che sono rimasti attaccati alla catena esposta alla pioggia. Ti va tutto sotto le unghie e sembri una barbona, e intanto perdi sensibilità alle mani che sono rosse e gonfie per il freddo e il vento. Forse dovrei comprarmi dei guanti impremeabili, oppure semplicemente chinare la testa al meteo e fare come gli olandesi, che ignorano la pioggia e fanno finta che non ci sia. L'unica concessione al nemico sono delle giacche tecniche impermeabili, ma mi rifiuto di aggiungere al fastidio fisico anche quello stilistico.

Il mio prossimo acquisto sarà una bella mantella vintage, così mi sentirò molto hipster e figa mentre soccombo al disagio temporale.

Chissà poi che non soccomba davvero. Sepolta bici e tutto dentro il canale, grazie a un bello smottamento. Alé. Foto fatta ieri sera al rientro dal lavoro.


Per oggi è tutto! Vi auguro una giornata senza pioggia :)
Linda

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