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lunedì 11 agosto 2014

Recensione "Lucy" e "The Knick"


In Olanda, grazie ai sottotitoli, i film e le serie escono quasi in contemporanea con gli States. In Italia, per via del maledetto doppiaggio, escono dopo. Un ottimo motivo, se ne servisse un altro, per essere anti-doppiaggio! Anche per questo, per me l'Olanda è il paradiso. (Perdonatemi se ve la meno con 'sta storia che qua i film escono prima, non voglio fare la sborona, è che sono molto entusiasta della cosa!)

Sabato siamo andati a vedere "Lucy", l'ultimo film di Besson. Ve lo recensisco molto brevemente: fa cagare. Usate i soldi del biglietto per farvi una dozzina di shottini piuttosto, vi sentirete comunque meno confusi.

Ok, motivo un po' la mia recensione altrimenti mi accuseranno di essere invidiosa delle bocce di Scarlett. Allora, giuro che io ero bendisposta, visto che gli altri film di Besson mi sono piaciuti molto. Ma. Ma. La storia è debolissima e senza sorprese. A parte l'idea iniziale (whooo la protagonista grazie a una droga inizia ad usare il 100% del proprio cervello!), non c'è niente di nuovo. Viene inseguita dal boss che la aveva usata come corriere, che manda i suoi scagnozzi vestiti dolce e gabbana ad ammazzarla, ma ovviamente non c'è storia perché lei ormai li ammazza con il pensiero. Decide di contattare uno scienziato-filosofo (Morgan Freeman) che aveva teorizzato la storia del cervello che si espande, non si capisce perché visto che lei è molto più intelligente di lui ormai. Bacia un poliziotto. Boh.

Tutto procede in auto-pilot fino allo scontato finale. Gli effetti speciali son fatti bene, come ormai ci si aspetta da un film uscito nell'era del digital design, ma appunto questo non emoziona più nessuno. Scarlett poi non ha nessuna espressione facciale per 1h 30', perché da copione Lucy non prova emozioni, ne' dolore.
Du'palle.

Dimenticatevi l'umorismo, la fantasia e l'originalità de "Il quinto elemento". Qui di elemento c'è solo la noia.

Per riprenderci dalla delusione, ci siamo guardati la prima puntata della nuova serie HBO, "The Knick", di Steven Soderbergh (!!!) con Clive Owen come protagonista. Ambientata nel 1900 a NY, racconta la storia del dottor John Thackery, primario di chirurgia del Knickerbocker Hospital (gli Knickerbocker sono una importante famiglia newyorchese di discendenza olandese, vi ricordate? Ne parlavo in questo post.). La storia è figa perché mostra in maniera molto verosimile gli albori della chirurgia, che come potete immaginare nel 1900 era ancora piuttosto rudimentale. La maggior parte dei pazienti morivano, gli strumenti erano forgiati direttamente dai chirurghi in base alle loro necessità e intuizioni, si operava senza mascherine, e le operazioni si performavano in "teatri" dove studenti e colleghi potevano assistere.

La serie è ben realizzata, con ottime ricostruzioni della NY di inizio XX secolo e degli interni dell'ospedale (basate su fotografie originali d'epoca). È piuttosto splatter (mi sono dovuta tappare gli occhi un paio di volte) e promette situazioni compromettenti: John è un tossicodipendente (Dr. House docet) e, come quasi tutti in quegli anni, un razzista che non vede di buon occhio il suo nuovo collega di colore.

In America ha esordito l'8 Agosto, qui il 9. In Italia non so, ho letto che dovrebbe uscire su Sky la prossima estate, ma scommetto che il modo di vederla già adesso lo trovate... (NB non è istigazione a delinquere).

Intanto se volete c'è già una fan page italiana (con link criminali) su FB: https://www.facebook.com/theknickitalia

Beccateve il trailer!



venerdì 8 agosto 2014

Utrecht City Guide

Un saluto dalla grigia Olanda...da un paio di giorni pare essere tornato l'autunno! Pioggia, freddo...e non siamo nemmeno a Ferragosto! AIUTO!

Ho deciso di consolarmi del brutto tempo con un post pieno di belle cose - eccovi quindi la mia personale guida alla città di Utrecht :)

La prossima volta che venite ad Amsterdam, prendetevi un giorno per visitare questa deliziosa città, facilmente raggiungibile in solo mezz'ora di treno. Vi prometto che non ve ne pentirete, e avrete modo di osservare la "vera" Olanda.

Sightseeing & Turistic Attractions:

The Dom Tower
Domplein 21, 3512 JE Utrecht
La torre di Utrecht risale al XIV secolo, ed era inizialmente il campanile della attigua cattedrale. Una terribile tempesta nel 1674 abbattè la navata che univa la torre al corpo della chiesa, e adesso si erge solitaria in mezzo alla piazza.
È una vista piuttosto particolare, ancora di più se si pensa che per un certo periodo di tempo la torre ha ospitato un pub, a cui si doveva accedere tramite una scala appoggiata alla balaustra. Va da sè che, al momento di scendere, erano in molti a cadere, complici i troppi boccali di birra...da lì il termine "ladderzat", che deriva appunto da "ladder" (scala), e significa "ubriaco fradicio".


Foto: http://www.domtoren.nl/

Canali e moli
Utrecht è particolare perché buona parte dei suoi canali, a differenza di quelli di Amsterdam, sono su due livelli. Inizialmente le pareti dei canali erano molto alte per evitare inondazioni, poi attorno al 1700 il progresso nelle tecniche di costruzione delle dighe fece sì che questa precauzione si rendesse inutile, e che il livello dell'acqua si mantenesse sempre costante. Fu allora che costruirono i moli, per facilitare le operazioni di scarico della merce, e insieme a questi delle celle sotterranee da utilizzare come magazzini. Al giorno d'oggi le celle si sono trasformate in appartamenti, palestre, negozi di tatuaggi e ristoranti (piuttosto bui e umidi, va detto, ma molto di atmosfera). I moli sono così diventati dei mondi a sé, che si possono utilizzare come strade pedonali, ma soprattutto come verande in cui pranzare o godersi una birra quando il tempo è bello.

Foto: www.getevents.nl
Foto: www.uitjesutrecht.com

Janskerkhof
Janskerkhof, 3512 Utrecht
L'antico mercato dei fiori di Utrecht è uno spettacolo! Si tiene ogni sabato dalla mattina presto alle 13, e oltre ad essere ospitato in una piazza davvero molto carina e pittoresca, offre al visitatore un incredibile spettacolo di colori e profumi. Sempre affollatissimo, è particolarmente bello in primavera ed estate, quando la varietà di piante e fiori recisi è al massimo. I locali si aggirano tra le varie bancarelle spingendo a mano le loro biciclette, e assisterete a vere e proprie acrobazie per caricare in sella alberi alti uno o due metri...

Foto: www.bezoek-utrecht.nl/

Oude Hortus
Lange Nieuwstraat 106, 3512 PN Utrecht
Situato nel giardino del Universiteitsmuseum, questo orto botanico risale al 1639. Ci sono serre, laghetti, piante di tutti i tipi, e un delizioso caffé nascosto dalle frasche. L'ingresso è gratuito, passate pure oltre la biglietteria del museo e godetevi la pace e il verde!

Foto: www.visit-utrecht.com

Foto: www.holland.com

Il mercato di Vredenburg
Vrendenburg, Utrecht
Simile al Albert Cuypmarkt di Amsterdam, qui troverete frutta, verdura e prodotti tradizionali (formaggi, stroopwafel caldi, kibbeling e aringhe). Si tiene tre volte alla settimana: Mercoledì, Venerdì e Sabato (dalla mattina presto alle 17 circa). Al Venerdì troverete un vasto assortimento di prodotti biologici.

Foto: www.visit-utrecht.com/

Dick Bruna Huis
Agnietenstraat 2, 3512 XB Utrecht
Altro non è che il museo dedicato al coniglietto Nijntje e al suo inventore Dick Bruna, che da sempre vive a Utrecht. In Italia il coniglietto è conosciuto come Miffy. È particolarmente famoso in Giappone, il che significa che i visitatori sono al 50% bimbi e al 50% giapponesi armati di fotocamere. Il biglietto è cumulativo e offre accesso anche al principale museo di Utrecht, il Centraal Museum.

Foto: makedo-and-mend.blogspot.com

Foto: centraalmuseum.nl

Ristoranti & Caffetterie

Deeg
Lange Nieuwstraat 71, 3512 PE Utrecht
Per me, IL ristorante per eccellenza. A soli 10 metri da casa mia, è considerato uno dei migliori di Utrecht. Offre prezzi contenuti (per la media olandese) con un menu da 3 portate a 35 € (antipasto, piatto principale e dolce). Utilizzano prodotti biologici, sono amichevoli, e l'interno è intimo e arredato con gusto. Una chicca da concedersi per una occasione speciale!

Update dell' 11-11-2014: Deeg ha chiuso ed è stato rimpiazzato da un nuovo ristorante, Karaf. Non sono ancora stata, ma il menu è invitante (e ci sono varie opzioni vegetariane, evviva!). Questo il sito web: http://www.restaurantkaraf.nl/

Foto: www.smulweb.nl

Dimitri Petit
Servetstraat 1 (under the Dom), 3512 JG Utrecht
ECCELLENTE take away greco. Deliziosa la pita vegetariana, con formaggi e verdure alla griglia e tanti assaggi di specialità greche (dolmades, polepettine di verdure, feta, insalata greca, ecc.)...servita aperta in una vaschetta ENORME e STRACOLMA, a soli 5€!

Foto: http://www.sirtaki.nu/

Kunst En Eerlijke Koffie (KEEK)
Twijnstraat 23, 3511 ZG Utrecht
Piccolo ristorantino / caffetteria biologico. Fantastiche colazioni e pranzi leggeri, assortimento di tè naturali, e classico "high tea" pomeridiano con torte fatte in casa (gli olandesi vanno pazzi per l'high tea). P.S.: Il sito web è bellissimo.

Foto: http://substage.nl/

Opium
Voorstraat 80, 3512 AT Utrecht
Ristorante asiatico figheggiante con un bellissimo design. La strada in cui si trova è molto vivace giorno e sera. Ha un menu da 3 portate a prezzo fisso piuttosto conveniente, offre opzioni vegetariane e un servizio amichevole. Ideale per una serata con la vostra dolce metà, e di solito vi troveranno posto anche se non avete prenotato (cosa rara).

Foto: www.youropi.com

The Village Coffee & Music
Voorstraat 46, 3512 AP Utrecht
Una fetta di Brooklyn a Utrecht! In questo bar super "hip" troverete: baristi barbuti tatuati con cappellino hipster; croissant e torte caldi e fragranti; ottimo caffé e perfetti cappuccini; vasto assortimento di riviste cool da ungere con le dita sporche di croissant; stravagante mix di sedie scompagnate e tavolini bassi da dividere con gli altri avventori; sottofondo di musica ganza che vi farà iniziare la giornata con un sorriso.

Foto: www.aswespeak.nl

Theehuis Rhijnauwen
Rhijnauwenselaan 16, 3981 HH Bunnik
A soli 5km dal centro di Utrecht, la potete raggiungere in 15 minuti di rilassante passeggiata in bici, attraverso campi pianeggianti pieni di mucche. È il tempio del Pannenkoeken, specialità olandese che si potrebbe descrivere come una robusta e sostanziosa crepe. Vi consiglio di assaggiarla, è buonissima! Può essere sia dolce (tipicamente con zucchero a velo e sciroppo d'acero, oppure con mela e cannella) che salata (se la ordinate con il "kaas", il formaggio, non rimarrete delusi). È bello anche vedere come viene cucinata: in basse e pesanti padelle, prima vengono disposti gli ingredienti "extra" (come mele a rondelle o speck o funghi) e poi viene colata la pastella, facendo poi volteggiare il tutto in aria per girarlo!

Foto: http://www.theehuisrhijnauwen.nl/

Foto: http://www.theehuisrhijnauwen.nl/

Nightlife

Café de Zaak
Korte Minrebroederstraat 9, 3512 GG Utrecht
Non potevo che iniziare col mio bar preferito. Si trova in una deliziosa piazzetta, sotto ad un enorme albero sempre adorno di lucine, e d'estate i suoi tavolini all'esterno sono il punto migliore per guardare e farsi guardare. Ha una clientela mista e alternativa, ottime birre alla spina, e spesso passano fra i tavoli offrendo samosa caldi con salsina agrodolce. Non servono cibo, ma potete consumare quello che vi siete portati (per una accoppiata vincente, suggerisco la pita di Dimitri Petit).

Foto: www.visit-utrecht.com

Kafé België
Oudegracht 196, 3511 NR Utrecht
Pub belga che rappresenta una vera e propria istituzione di Utrecht. Si trova sull'Oudegracht, il canale principale, e a differenza dei suoi vicini è rumoroso, sguaiato e decisamente anti-glamour. La sua clientela è eterogenea e divertente, e va dagli ubriaconi, agli studenti eramus, a gruppi di colleghi e coppie poco schizzinose. Anche l'età degli avventori è mista: dai 18 anni in su, senza limiti. Quando il tempo lo permette, molti avventori si accalcano nel piccolo rettangolo di marciapiede fuori dal bar, delimitato da un nastro consunto, per evitare che invadano tutta la strada. All'interno troverete una statua della madonna e un assortimento di birre talvemente vasto che vi ci vorrebbe un anno per assaggiarle tutte.

Foto: https://www.flickr.com/photos/tapotei/4608031407/

Foto: www.raildude.com

Café Springhaver
Springweg 50 3511 VS Utrecht
All'interno, legni d'atmosfera e locandine di vecchi film. È il bar del cinema Springhaver, con cui è direttamente comunicante, ma non vi fate ingannare, questo posto vive di vita propria. Gestito interamente da donne (in particolare una tostissima cameriera alta, snella e mora che vi farà perdere la testa), offre luci basse, piacevole brusio, birre colme fino all'orlo e piatti caldi da 10 e lode. Per un pasto veloce prima di un film, vi consiglio i nachos caldi con fagioli, avocado e panna acida. Mmmmmmh!!!

Foto: www.youropi.com

Tivoli Vrendenburg
Vredenburgkade 11, 3511 WB Utrecht
Il vecchio, famosissimo Tivoli, nella storica location dell'Oudegracht, è purtroppo chiuso da poco. Adesso potete assistere ai suoi fantastici concerti nel nuovo e moderno complesso del Tivoli Vrendenburg. Rock, Pop, Indie, Opera, e persino balletto - c'è tutto.

Foto: www.refdag.nl

Quando fa bel tempo...
Utrecht ha molti parchi di tutte le dimensioni. Se c'è il sole, si riempiono di grigliate, pic nic, ragazze che prendono il sole in costume, bambini che si arrampicano, fattoni che fumano erba. Il più popolare è sicuramente Wilhelminapark. Vanno forte anche Griftpark, il parco di Oog in al e quello di Lepelenburg, piccolo ma ben esposto al sole.

Foto: www.dub.uu.nl

SOIA - Strand Oog in al
Kanaalweg 199, 3533 HL Utrecht
Seguendo il trend tutto olandese delle "bar sulla spiaggia dove non c'è spiaggia", lo Strand Oog in al sorge nella zona industriale di Utrecht, in un punto privilegiato in mezzo ad un vasto canale, esposto al sole fino al tramonto, immerso nel verde, ma con suggestivi scorci di ciminiere variopinte che fa molto industrial-chic. Offre un bar, dj set, e spesso grigliate, yoga, o altre iniziative.

Foto: www.duic.nl

Catharijnesingel
Un tranquillo canale che costeggia un parco stretto e lungo, dove una banchina offre un punto perfetto per attraccare la propria barca, godersi una bottiglia di bianco freddo con gli amici, e interagire con gli amichevoli germani che vi nidificano. Come avrete capito, il fatto che sia esposto al sole fino al tramonto rappresenta un elemento molto importante per gli olandesi. Portatevi un asciugamano (o usate la giacca), un libro, qualcosa da bere e mangiare, un paio di amici: ecco il perfetto pomeriggio estivo olandese.

Foto: mia :)

Trasporti

Barche a noleggio
Quando c'è il sole, gli abitanti di Utrecht non hanno dubbi sul da farsi: fanno scorta di birre e stuzzichini e navigano i canali con le loro barche. Anche voi potete vivere questa esperienza 100% Dutch a prezzi ragionevoli, affittando una barchetta da uno dei vari noleggi sparsi lungo i canali. Io ho provato e vi consiglio Kanoverhuur Utrecht e Sloep Delen.

Biciclette a noleggio
Anche questo è un must di una visita in Olanda...fate solo attenzione a non stare in mezzo alla pista ciclabile, gli olandesi in bici sono più aggressivi dei Milanesi in tangenziale. Per 8 € potete avere una bici per tutta la giornata - io vi consiglio Fietspunt B.V. (aperto tutti i giorni tranne la domenica).

...Visto che bella la mia città? Allora non perdetevela la prossima volta che venite in Olanda, che non c'è solo Amsterdam :)

Vi aspetto!

lunedì 28 luglio 2014

Dutch for Dummies #2 - Gezellig



Vi presento quella che viene definita, almeno da Wikipedia, "one of the hardest words to translate". Proviamoci.

Gezellig (sostantivo: Gezelligheid) si pronuncia "hesellih" (sostituite le "h" col una grattugiata di gola) ed è un altro cardine della cultura olandese. È una parola usata in molti contesti, e ha vari significati, ma tutti riconducibili alla convivialità, la piacevolezza, e il benessere. Gezellig è qualsiasi cosa vi riscaldi il cuore, sia questo una cenetta a lume di candela, o una birra con gli amici, appallottolarsi sul divano con un libro, ecc.

Probabilmente gli olandesi non sarebbero d'accordo con questa traduzione approssimativa, ma direi che se volessimo usare una parola per indicare il senso di "gezelligheid", sarebbe "coziness". In italiano non credo si possa tradurre con una parola...più probabilmente useremmo una frase.

Ad esempio, salendo in macchina col vostro compagn@ dopo una serata con amici: "ma come siam stati bene!". Oppure, vedendo il vostro gatto raggomitolato sopra al vostro maglione di lana: "guarda come si è messo comodo!". O ancora, in un ristorantino a lume di candela: "che posticino!". Ecco, insomma, se foste olandesi tutto questo sarebbe "gezellig".

Vi traduco gli esempi di gezelligheid che dà il Wiki olandese, perché - conoscendo gli olandesi - ci sono un paio di esempi che fanno sorridere. LoL.

  • Drink coffee and eat a cookie with the neighbors (UN biscotto: gli olandesi, si sa, non sentono il bisogno di sfamare gli ospiti come noi....)
  • A visit to the pub
  • Sitting around a campfire or the fireplace
  • Visiting your parents or grandparents
  • Playing a game
  • Soft lights (in olanda trovate candele ovunque, in tutte le stagioni)
  • Linger (nel senso di "indugiare", "prendersela comoda"...gli olandesi adorano sedere per pomeriggi interi al tavolino di un bar, guardando la gente passare)
  • Being on a terrace (questa e quella del biscotto sono le mie preferite! gli olandesi, poco avvezzi alle giornate soleggiate, sono delle vere lucertole: i giorni di sole colonizzano ogni terrazzino - e a dire il vero anche prato, marciapiede, scalino... - cercando di esporre quanti più cm di pelle possibile ai raggi solari)
  • Going to a party (a mio parere i party olandesi sono tutto tranne che gezellig, considerando il livello di alcol e di decibel che possono raggiungere, ma questo vi fa capire come gezellig possa essere usato in senso molto esteso per indicare qualsiasi tipo di divertimento)

A noi è capitato di sentirci dire che eravamo gezellig quando abbiamo cenato sul marciapiede di fronte a casa una di queste sere di estate. Avevamo approntato un tavolino pieghevole con due sedie scompagnate, aperto una bottiglia di prosecco e acceso l'immancabile candela. Non c'è stata persona che passasse di lì che non ci augurasse "eet smakelijk" (buon appetito), ci sorridesse, o si fermasse a commentare la gezelligheid della cosa. Quella di apparecchiare sul marciapiede è usanza piuttosto comune qui in Olanda (soprattutto in una città a misura d'uomo come Utrecht), soprattutto se non si ha un giardino, oppure si ha un giardino poco esposto al sole, o semplicemente si vuole godere del via vai e della temperatura mite. Si vedono intere famiglie con nonni e nipotini, oppure giovinastri con patatine e vino a buon mercato, ma sono tutti, immancabilmente, gezellig e bohémien. La prima volta che l'ho visto non credevo ai miei occhi. È una cosa che adoro dell'estate olandese.




Un po' di etimologia: gezellig deriva da "gezel", che significa compagno o amico. Durante il Medioevo, "gezel" indicava anche un artigiano che faceva parte di una qualche corporazione: da qui il significato di appartenenza.

Nonostante gli olandesi ne facciano la loro bandiera, equivalenti di gezellig esistono anche in altre culture: ad esempio hygge in danese o Gemütlichkeit in tedesco.

In ogni caso, se volete fare un figurone durante la vostra prossima visita in Olanda, se siete stati bene durante una cena o un incontro qualsiasi, dite al vostro ospite o cameriere "het was gezellig!". Ne saranno estasiati...

venerdì 18 luglio 2014

Perché non mangio più animali

**Questo post era già pronto per essere pubblicato quando ho saputo della tragedia del volo MH17 partito ieri da Amsterdam alla volta di Kuala Lumpur e colpito da un missile mentre sorvolava il territorio Ucraino. 298 persone sono morte, 154 delle quali erano olandesi. Non mi sembrava giusto non menzionarli oggi sul blog. Il mio pensiero va a loro e alle loro famiglie, nella speranza che possano trovare pace. La violenza genera sempre violenza: finché l'umanità non riuscirà a farne a meno, tragedie come questa continueranno ad accadere.**


Storia di un decisione
Nonostante questo blog sia incentrato sull'Olanda, e sulla mia esperienza da expat in questo paese, mi viene naturale esplorare altri argomenti che mi stanno molto a cuore e sono diventati importanti nella mia vita. In Olanda ho trovato il tempo e la serenità per riflettere su temi che prima accantonavo perché distratta da mille altre preoccupazioni, che adesso si sono ridimensionate o appaiono addirittura superficiali. Non ho mai parlato molto di questo, ma la serenità e il tempo sono stati i doni più preziosi che vivere in Olanda mi ha fatto. Ho intrapreso un cammino che prima non avrei mai immaginato possibile...e proprio per questo, ovunque mi troverò fra 20 o 50 anni, l'Olanda rimarrà sempre speciale per me.

Dunque, la storia è questa. Da anni ormai vivevo con senso di colpa l'idea di mangiare carne. Era un tarlo che riuscivo ad ignorare molto, molto bene. Spesso me ne dimenticavo. Molto spesso ci scherzavo sopra ("mi piacerebbe diventare vegetariana, ma non riesco ad immaginare una vita senza prosciutto!"). Finché i ritmi frenetici della mia vita in Italia mi permettevano di dimenticare questa preoccupazione, ho vissuto bene e senza troppi rimorsi.

Poco tempo dopo essere arrivata in Olanda, però (ormai è passato quasi un anno!), una volta che l'ansia e l'eccitazione del cambiamento sono sfumate, mi sono ritrovata con un sacco di tempo in più per me e per i miei pensieri.

Ho ricominciato a fare yoga (adesso lo faccio circa 3 volte alla settimana). Mi sono guardata dentro. E ho dedicato più tempo alla mia alimentazione, ad esempio comprando prodotti diversi in supermercati diversi, in base alla qualità e alla convenienza, oppure facendo una piccola spesa ogni pochi giorni per evitare sprechi e garantirmi cibi freschi. Cose così. Presto, il tarlo è tornato fuori più incazzato che mai. Così, insieme a G abbiamo ridotto il consumo di carne in modo deciso, arrivando a comprare solo pesce e macinato di manzo biologico una volta alla settimana.

Ma poi ho visto questa intervista. E qualcosa in me è scattato.


Questo succedeva un mese fa. Adesso sto leggendo il libro Eating Animals di cui si parla nell'intervista, ma la mia decisione è stata presa nell'istante in cui il video era terminato. Da quel giorno non ho più mangiato nessun tipo di animale, nè carne nè pesce.

A questo punto è importante dire che non amo i vegetariani estremisti (a dire il vero, nessun tipo di estremista), non mi piace chi parla con disprezzo e superiorità a chi mangia carne, chi cerca di convertirti in tutti i modi, e chi dopo un giorno di astinenza cambia il suo profilo Facebook per annunciare che è vegetariano. Per cui credetemi che ho deciso di parlarne solo perché è un momento importante della mia vita, e perché vorrei avviare una discussione, o sucitare delle riflessioni, senza pretendere niente, imporre niente, o vantarmi di niente. In fin dei conti ho mangiato carne per quasi 30 anni, quindi 1 mese da vegetariana (parola che uso malvolentieri perché odio le etichette) non mi rende una esperta o una santa.

La carne inquina
Ci tengo a precisare che la compassione per gli animali è uno dei motivi principali della mia scelta, ma non l'unico.

Mangiare carne non è solo questione di coscienza, ma riguarda anche e soprattutto l'ambiente, l'inquinamento, e di conseguenza il riscaldamento globale ed il futuro dei nostri figli.

"Animal agriculture makes a 40% greater contribution to global warming than all transportation in the world combined; it is the number one cause of climate change."

Sapevate che l'allevamento animale (che produce la vostra carne, ma anche latte, uova, e tutti i derivati animali) è la maggiore causa di inquinamento al mondo?! Più inquinante di tutta l'industria dei trasporti a livello mondiale (esatto, auto, camion, aerei, navi...). E non lo dico io, lo dice la FAO. Quindi se andate al lavoro in bici, o riciclate la carta, o usate detergenti biologici per salvare il pianeta...beh dovreste iniziare a considerare anche di mangiare un po' meno prosciutto. Lo stesso dicasi per il pesce: durante la pesca dei gamberetti, l'80 - 90% degli animali catturati dalle reti a strascico viene ributtato in mare morto, perché non destinato al consumo. Vale a dire che per ogni chilo di gamberetti che arriva sulle nostre tavole, 24 chili di altri animali marini sono stati uccisi per niente. Oppure il tonno: ben 145 diverse specie animali vengono regolarmente uccise "per sbaglio" affinché noi possiamo affondare i grissini nelle specialità Rio MareInutile dire che buona parte di queste "vittime collaterali" sono specie protette.

Questi e altri dati sono scioccanti, ma raramente vengono presi in considerazione quando si parla di vegetarianesimo, che viene erroneamente associato con un mero sentimentalismo. Ed i sentimentalismi sono facili da liquidare. I fatti, e un mondo che muore, molto meno.

Per questo, onnivori o meno, vi invito a informarvi, magari iniziando col guardare l'intervista che tanto mi ha colpito. E se volete saperne di più, leggete il libro. Si chiama Eating Animals (titolo italiano "Se niente importa") ed è di Jonathan Safran Foer (esatto, l'autore dei romanzi "Ogni cosa è illuminata" e "Molto forte, incredibilmente vicino"). L'edizione italiana è edita da Guanda e potete acquistarla su Amazon per pochi euri a questo link.

Il vegetarianesimo in Olanda
Ero curiosa di capire qual'è l'atteggiamento del paese in cui vivo nei confronti di chi non mangia carne. A giudicare dalla quantità di cibo spazzatura e sottoprodotti della carne che gli olandesi ingurgitano, mi aspettavo che sarei rimasta delusa. E invece, sorpresa.

Il vegetarianesimo è relativamente comune nei Paesi Bassi. Uno studio ha dimostrato che il numero di vegetariani su una popolazione di quasi 16,5 milioni di persone è passato da 560.000 nel 2004 a 720.000 nel 2006. Si stima quindi che il 4,5% della popolazione olandese non mangia carne. Il veganismo è raro: l'Associazione olandese per Veganismo stima che ci siano circa 16.000 vegani in Olanda, vale a dire lo 0,1% della popolazione. Interessante è invece il numero dei "carnivori moderati", che si si astengono dal mangiare carne un paio di giorni a settimana: circa 3,5 milioni di cittadini olandesi (21%). Evitare la carne due o tre giorni alla settimana può sembrare poca cosa, ma al giorno d'oggi siamo talmente abituati ad averla sempre a portata di mano, così economica e veloce da preparare, che non è cosa da ignorare. E ricordiamoci che, come dice J.S.F., se tutti i cittadini USA rinunciassero alla carne per un solo pasto a settimana, la riduzione dell'inquinamento sarebbe pari alla scomparsa di 5 milioni di automobili. Sconvolgente, no?

La vendita di sostituti della carne in Olanda ha una crescita annua di circa il 25%, il che lo rende uno dei mercati in più rapida crescita nei Paesi Bassi. È forse questo il motivo del successo dell'azienda The Vegetarian Butcher (o De Vegetarische Slager in olandese).

The Vegetarian Butcher ("il macellaio vegetariano") nasce da un'idea di Jaap Korteweg, che ha intuito che i sostituti vegetali della carne dovrebbero essere appetitosi, gustosi e attraenti (siamo tutti d'accordo che il seitan così com'è assomiglia a una merda grigiastra? ok.). Secondo il loro brand statement, l'obiettivo dell'azienda è quello di mostrare agli amanti della carne che ridurre il consumo di questo alimento non è poi un grosso sacrificio. E pare che abbiano i numeri per riuscirci: i loro sostituti sono quasi indistinguibili dalla vera carne, tanto che uno dei maggiori chef al mondo, il catalano Ferran Adrià, non è riuscito a notare la differenza. La loro ambizione, davvero ambiziosa, è quella di diventare il maggiore "macellaio" al mondo. 

Il primo negozio venne aperto nell'ottobre del 2010 a L'Aia. Adesso ci sono più di 1000 negozi e concessionari in tutta l'Olanda. Se vivete in Olanda e vi interessa provare i loro prodotti, li trovate nella grande distribuzione, da Jumbo e da Ekoplaza.

E in Italia?
Sono orgogliosa di dire che in base ad una ricerca dell'Unione Vegetariana Europea, l'Italia ha oltre sei milioni di vegetariani, ben il 10% della popolazione, e quindi il più alto tasso di vegetarianesimo dell'Unione europea. Brava Italia!

Sources:
http://en.wikipedia.org/wiki/Vegetarianism_by_country
http://www.rnw.nl/english/article/vegetarian-butchers-make-a-killing
http://www.devegetarischeslager.nl/
http://www.fao.org/ag/magazine/0612sp1.htm

lunedì 7 luglio 2014

Dutch for Dummies #1 - Doe Normaal

Mark Rutte, primo ministro dell'Olanda, ritratto come il "medioman" olandese.
http://www.merkwaardigheden.nl/doe-eens-normaal-man/

Oggi inauguriamo la rubrica "Dutch for Dummies". La prima dei dummies sono io, che quanto a olandese sto messa molto ma molto male (battuta forse solo da G).

Non potendo insegnare niente a nessuno, mi limiterò a illustrare il significato di alcune parole o espressioni molto indicative della società olandese. Ne hanno tantissime!

Scoprendole si può imparare molto sulla cultura di questo popolo. Ed essendo straniera, il senso di meraviglia e di scoperta nel notare il significato più profondo di queste espressioni è qualcosa di impagabile! Sarebbe bello fare una analisi simile anche per l'italiano...

Ma cominciamo! La prima espressione di cui vi parlo è doe normaal. Non è un caso che l'abbia scelta per prima, essendo un cardine della mentalità olandese. Se vi ricordate, avevo già accennato a questa espressione in [[questo post]] sulla mia bici.

L'espressione olandese doe normaal significa letteralmente "comportati normalmente", ma esprime molto più di questo: la società olandese, vuoi per il retaggio calvinista, vuoi per indole, tiene molto al rispetto delle regole sociali. Credo che la frase "doe normaal" si usi soprattutto con i bambini (un po' come il nostro "fai a modo!"), ma rimane impressa molto a fondo nella mente degli olandesi.

Agire in modo "normaal" da adulti significa in generale evitare come la peste i seguenti comportamenti:
  • Vantarsi
  • Ostentare ricchezza o sfoggiare oggetti costosi
  • Parlare di soldi (o delle cose belle che si hanno)
  • Essere un po' troppo estrosi
  • Mostrare rabbia o altre emozioni in pubblico
  • Compiere infrazioni
  • Agire in modo che potrebbe essere percepito strano, diverso o da "straniero"

È il concetto alla base delle loro famose finestre senza tende: così tutti possono guardare dentro e vedere che niente di "non-normaal" sta succedendo. (Ammettetelo che vi siete sempre chiesti il perché delle finestre senza tende!)

Quindi se siete in Olanda e sentite qualcuno che mormora "niet normaal" ("non è normale") in riferimento a qualcosa che avete fatto o detto, congratulazioni! Siete appena stati bollati come degli svitati.
Detta così sembra una cosa tremenda, ma in realtà va tenuto conto del fatto che gli olandesi hanno un senso del "normaal" molto elastico. Vedasi gli scatenatissimi festeggiamenti per il King's Day o le vittorie al mondiale, quando si sbronzano per strada e qualsiasi cosa si tinge di arancione, oppure il modo in cui conciano le bici, con fiori di plastica o verniciature improbabili, o il loro estroso senso dello stile (guardatevi una puntata dello "Shopping Queens" olandese e capirete che intendo). Anche per quanto riguarda le famose finestre senza tende, il doe normaal si mescola con l'orgoglio di sfoggiare le loro belle case arredate con gusto - gli olandesi passano vari mesi all'anno indoor, quindi tengono molto all'interior design e a una atmosfera "gezellig" (di gezellig parleremo in un'altra puntata della rubrica).

Un episodio molto famoso di "doe normaal" è quello del 2011 che ha ispirato la foto all'inizio del post, quando Geert Wilders, membro del parlamento appartenente al partito di destra PVV, si è rivolto al primo ministro centrista Mark Rutte apostrofandolo "doe eens normal, man!" (che suona all'incirca come "get real, man!"). La discussione riguardava un altro membro del PVV, Raymond de Roon, che aveva definito il premier turco Erdogan una “islamitische aap” (scimmia islamica...). Dopo aver reiterato il concetto doe normaal più volte, Wilders ha concluso con "Doe eens normaal rustig dan, vuile flikker!" ("Then get real, will you, you fucking faggot!"). Un esempio tutt'altro che felice della schiettezza olandese...

Wilders è famoso per essere un islamofobo che si oppone con tutte le sue forze all'immigrazione di persone di fede islamica (e non solo) in Olanda, e - guarda caso - è un amicone di Borghezio della Lega Nord. Per maggiori informazioni sulla vicenda "doe normaal", leggete qui, oppure date un'occhiata al tragicomico e intelligente sito wildersbff.nl - sì, proprio "Wilders' BFF" nel senso di best friends - che ha creato dei poster satirici con le frasi più razziste e nere della destra europea, mentre il politico che le ha pronunciate viene abbracciato da Wilders con tanto di cuoricini. C'è anche Borghezio ovviamente.


Riassumendo, doe normaal è un concetto flessibile e tollerante, come lo spirito degli olandesi. Ma in bocca a persone non tolleranti, suona più intollerante che mai. Confusi? Eppure questa è l'Olanda. In fondo, come dicono loro, "Doe maar normaal, dan doe je al gek genoeg!" (trad.: "comportati normalmente, che è già abbastanza folle!").

martedì 1 luglio 2014

Pimp my bike

Ci sono vari motivi per personalizzare la vostra bici in Olanda, sia pratici che non:
  1. Per trovarla più facilmente in mezzo ad un mare di bici nere tutte uguali (particolarmente utile nel mega parcheggio da 4200 biciclette)
  2. Per evitare che i ladri te la rubino: una bici customizzata è facilmente riconoscibile, e riportarla allo stato anonimo costa tempo e denaro
  3. Per coprire la ruggine del vostro catorcio
  4. Per distinguersi dalla massa
  5. Perché quei washi tape così carini che avete comprato da Hema non hanno altro scopo pratico se non quello di ingentilire i tubi della vostra bici
  6. Perché avete sempre desiderato di giocare con una bomboletta spray
  7. Perché avete raggiunto l'età in cui una domenica di bricolage è il momento più spericolato della vostra settimana
  8. Perché siete troppo pigri per cambiare le pile dei fanali e sperate che così di notte sarete più visibili
  9. Perché dentro siete ancora dei bambini che invidiano l'album da colorare della nipotina
  10. Perché doe normaal* non fa per voi
Per tutti questi motivi, e anche perché il tempo questo weekend non invogliava esattamente ad andare al mare, sabato e domenica ci siamo cimentati con la verniciatura della mia bici.

Ecco due diversi procedimenti per eseguire per la verniciatura: scegliete il vostro in base al livello di sbattimento desiderato.

1. The Dutch way


Occorrente: 1 bomboletta di vernice spray nel vostro colore preferito. Mi raccomando assicuratevi che sia la più economica.
  • (opzionale) Coprite le ruote e altre parti da non verniciare con qualche foglio di giornale. Assicuratevi che siano messi alla c***o.
  • Spruzzate la vernice senza leggere le istruzioni.
Ci sono macchie e sgocciolamenti? Il colore è disuniforme? La bomboletta finisce prima che abbiate verniciato tutta la superficie?
Perfetto, avete finito.

Spesa: max 9 €

2. The bricolage-freak way


Occorrente: chiavi inglesi, cacciavite di varie misure, raschietto per vernice, carta vetrata, fogli di giornale, scotch di carta, 2 bombolette di primer, 2 bombolette di vernice spray, guanti di plastica usa e getta, mascherina (sostituibile con un calzettone da calcio del fidanzato legato attorno alla testa), outfit da lavoro (vestiti demmerda o completino fashion fatto con le buste di plastica).


  • Pieni di entusiasmo, smontate la bici rimuovendo le parti principali: ruote, campanello, luci, sellino.
  • Con il raschietto eliminate il grosso della vernice esistente. Ripassate con carta vetrata per assicurarvi che la superficie sia liscia.

  • Con un panno umido, rimuovete polvere e limatura dal corpo della bici.
  • Ancora entusiasti, coprite accuratamente con carta e scotch le parti rimaste che non vanno verniciate: manubrio, pedali, ecc.

  • Spruzzate il primer in abbondanza per coprire ogni traccia del colore precedente e garantire un migliore fissaggio della vernice.

  • Dopo un paio d'ore capovolgete la bici e spruzzate il primer anche sull'altro lato.
  • Dopo altre due ore, partite con la vernice colorata, spruzzando da una distanza di circa 20 - 30 cm per garantire uno strato uniforme.
  • ...Dopo altre due ore, capovolgete e fate l'altro lato.
  • .........Dopo altre due ore, rimuovete lo scotch, rimontate le varie parti, smadonnate perché non vi ricordate dove andava quel bullone che vi avanza, imprecate perché adesso il cavalletto si incastra nella ruota, smontate tutto, riprovate, litigate col fidanzato, finite di rimontare tutto quando ormai è buio.
Spesa: circa 50 € (quanto la vostra bici)

Indovinate quale metodo ho scelto io... :)

Ed ecco la mia bici finita! Accanto a una bici verniciata a metà, in puro stile olandese, e ad un'altra con il coprimanubrio leopardato, la mia principessa azzurra è talmente perfettina che ha quasi un'aria snob. Meno male che quando ho fatto la foto c'era ancora il fanale posteriore impacchettato nella carta, così almeno ha un tocco di sciatteria.


*L'espressione olandese "doe normaal" significa letteralmente "comportati normalmente", ma esprime molto più di questo: la società olandese, vuoi per il retaggio calvinista, vuoi per indole, tiene molto al rispetto delle regole sociali. Credo comunque che la frase "doe normaal" si usi soprattutto con i bambini quando fanno i monelli (un po' come il nostro "fai a modo!").

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